Si è svolto nella sala civica comunale del quartiere di Fontespina il preannunciato incontro informativo organizzato dall’Academy Civitanovese e che ha avuto come attenta e preparata relatrice la dr.ssa Eva Del Monte, la psicologa che collabora con la giovane società di calcio giovanile della città. La risposta dei giovani calciatori, quelli delle categorie Esordienti e Giovanissimi, in quanto per fascia d’età (11/15 anni) erano maggiormente interessati alle tematiche proposte, e dei loro genitori, è stata davvero nutrita e da ciò la soddisfazione piena dei dirigenti dell’Academy, Paolo Squadroni e Leandro Vessella.
Nel saluto iniziale, Vessella ha ringraziato gli intervenuti all’incontro “che ci ha consentito – ha in pratica detto – di dare continuità a un impegno che stiamo portando avanti da circa un anno, nel corso del quale ci siamo sforzati di creare una mentalità diversa, quella cioè di pensare insieme ai genitori, ai tecnici, ai ragazzi”. Ha sottolineato il lavoro che la società sta portando avanti in termini di amichevoli importanti, citando fra i contatti avviati quelli con Roma, Fiorentina, Atalanta. “Un’opportunità – ha detto Vessella – che non riguarda solo i nostri ragazzi, nei riguardi dei quali stiamo realizzando un format di valore, ma anche di società del territorio, in uno spirito di ampia collaborazione”.
Il tema proposto nella serata, quello del “Temperamento, carattere e personalità, fattori ereditari e influenze durante lo sviluppo emotivo e cognitivo” , ha consentito alla Del Monte di passare in rassegna, con l’aiuto di alcune slide, gli aspetti psicologici che caratterizzano la crescita dei ragazzi, in particolare quelli che si accostano allo sport del calcio, e il ruolo genitori.
“ L’incontro ha posto l’attenzione – ha commentato la dr.ssa Eva Del Monte – su come si costruiscono questi elementi strutturali di ogni persona, ponendo l’attenzione in particolare sull’Educazione.
“Educare non è riempire un secchio vuoto, ma accendere un fuoco”, utilizzare cioè gli strumenti che già sono presenti in ciascuno di noi. Educare è tirare fuori, ascoltare, comprendere ed aiutare a sviluppare le attitudini (quello che so fare) e le passioni (quello che mi piace fare). Il ruolo genitoriale è fondamentale in questo, la famiglia è la realtà nella quale si viene al mondo e che dice chi siamo, parla di noi, ci definisce, ci struttura come soggetti. Da figlio a soggetto: questo l’arduo compito genitoriale, un passaggio necessario per favorire l’autonomia e l’identificazione.
Come fare? Ogni genitore ricopre il figlio di attenzioni e aspettative. Naturali e importanti passaggi, ma che dovrebbero poi poter creare uno spazio vuoto, vuoto della propria presenza, vuoto dei propri pensieri e dei “si fa così”. Solo se c’è posto, una mancanza, un’attesa, allora lì si può crescere qualcosa di nuovo, la particolarità, la volontà, il sentimento di quel soggetto.
Necessario veicolare in famiglia una parola che sia portatrice di luce sul proprio mondo interno. Se si vogliono risposte diverse dai figli, bisogna fare loro domande diverse.
Spesso alla fine di una partita di calcio, o di ritorno da scuola, si chiede: “hai vinto?”, “com’è andata oggi?”, domande queste che chiudono le risposte invece che aprirle. Si può invece domandare se ci si è divertiti, se si è stati bene, come ci si è sentiti in quel momento o con quella persona.
Lo sport, il calcio – ha commentato la Del Monte avviandosi alla conclusione – , è terreno dove potersi giocare non solo una partita, ma relazioni, limiti, soddisfazioni, fallimenti e riprese. Come genitori si può ripercorrere insieme ai figli la propria storia, senza paura di raccontarsi, “quella volta che ho sbagliato…”, per ricordarsi di quanto sia stato difficile e magico avere avuto 13 anni”. Dunque, tanto per concludere, tante pillole di saggezza da utilizzare con intelligenza e umanità.
Nella foto, da sinistra, Squadroni, Vessella, Del Monte.





