A differenza di quanto accade nella formula uno in occasione dei “pit stop” dove il tutto deve concludersi nel giro di pochi secondi, quelli riservati alle lattanti è un luogo di amorevole accoglienza dove mamme e bambini possono sostare per dar luogo a quella che può essere definitiva “una norma biologica che diventa norma culturale” e cioè l’allattamento al seno. E non a caso il primo “Baby Pit Stop” è entrato in funzione nella saletta della Biblioteca Comunale “Silvio Zavatti”, riservata ai bambini, in un angolo della quale è stato previsto tutto per procedere alla pratica dell’allattamento al seno e al cambio di qualche eventuale “pannolino”. Da quanto ha asserito, con evidente soddisfazione, nel corso della conferenza stampa di questa mattina dall’assessore Cristiana Cecchetti, nelle cui deleghe rientrano anche quelle delle “pari opportunità”, entro brevissimo tempo ne entreranno in funzione in città altri tre e quasi certamente uno nella sede municipale. L’amministratrice ci ha tenuto a mettere in evidenza l’impegno che è stato dedicato nell’iniziativa da parte degli assessorati delle “pari opportunità” e dei “servizi sociali” , dando atto al Consultorio, per il lavoro che sta portando avanti in favore delle donne che allattano e di riflesso dei bambini, sin dai primi giorni di vita, “e ciò garantisce – ha detto la Cecchetti – una situazione che favorisce la salute e l’equilibrio per il bambino e la mamma”. L’amministratrice ha anche accennato alla meritoria attività portata avanti dallo sportello “Informadonna”-
Alla cerimonia di inaugurazione di questa mattina, oltre all’assessore Cecchetti, hanno partecipato dirigenti e operatori del “Dipartimento Prevenzione e del Consultorio”, come la dr.ssa Rosalba Zannini, la dr.ssa Emilia Bacaro, puericultrice, che opera all’interno del Consultorio, le coordinatrici della struttura ospedaliera, Maria Beatrice Cirilli e Mirella Muccioni, e Silvia Mandolesi della Lega per l’allattamento materno.
Ha fatto gli onori di casa il direttore della biblioteca, arch. Marco Pipponzi, che ha espresso la gratitudine per l’individuazione dell’attivissima struttura da lui diretta, “è non è stata – ha riconosciuto – una scelta a caso, ma per accrescere funzionalità alla biblioteca, frequentata anche da tante mamme in allattamento, per cui si è trattato di un gesto di accoglienza davvero importante, che dev’essere percepito e si traduce come attuazione di un momento di vita sociale. La biblioteca – ha aggiunto Pipponzi -, si sta spendendo in modo notevole per attività che riguardano i bambini, come ad esempio l’iniziativa “nati per leggere”.
Gli aspetti dell’importanza del “Baby Pit Stop”, sono stati sottolineati dalla dirigente del Consultorio Famigliare, dr.ssa Zanini. che ha accennato al lavoro “portato avanti – ha detto – con entusiasmo e con una perfetta intesa del gruppo e ciò aiuta i bambini a diventare cittadini”. Altri aspetti quelli della signora Silvia Mandolesi, che ha ricordato le tappe evolutive di iniziative del genere, la prima delle quali, per quanto riguardano le Marche, è nata a Fano nel 2004, mentre la dr.ssa Cirilli ha spiegato che il sostegno “dedicato alle partorienti e ai nascituri – ha detto in pratica – , non termina una volta dimessi dall’ostetricia, ma continua attraverso una rete di sostegno importante anche sotto il profilo psicologico”.
Nella foto, in alto,(da sinistra), Cristiana Cecchetti, Marco Pipponzi, Rosalba Zannini e Silvia Mandolesi.







