Nella quotidianità spesso silenziosa di una caserma, il contrasto alla violenza sulle donne passa anche per l’ascolto, la vicinanza e l’attenzione costante. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, due marescialli dell’Arma dei Carabinieri – in servizio nel comando provinciale di Macerata – raccontano il loro lavoro, fatto non solo di procedure, ma anche di empatia e comprensione.
Fedora Oppido, maresciallo maggiore, è a capo del Nucleo Comando della Compagnia di Civitanova. La sua attività quotidiana si concentra anche sui cosiddetti “reati spia”, ovvero quelle condotte che possono anticipare episodi più gravi, come maltrattamenti, molestie o privazioni economiche. L’attenzione si concentra sui contesti in cui sono presenti fattori di rischio come l’abuso di alcol o droghe, l’isolamento sociale o situazioni di disuguaglianza. In quest’ottica, è fondamentale un monitoraggio attento e una strategia condivisa tra istituzioni, mirata anche alla formazione e alla sensibilizzazione sul fenomeno.
Accanto a lei opera anche Francesca Nuzzi, maresciallo ordinario in servizio dal luglio 2025 presso la stazione di Recanati. Il supporto dell’Arma alle donne non si limita agli episodi di violenza fisica o psicologica, ma si estende anche a situazioni di disagio emotivo, insicurezza o ansia. L’obiettivo è quello di offrire un punto di riferimento, un luogo sicuro dove ogni donna possa sentirsi ascoltata e protetta.
Il contrasto alla violenza di genere richiede un’azione congiunta e quotidiana, che coinvolga tutte le istituzioni e parta da chi, come le donne e gli uomini dell’Arma, ogni giorno lavora sul campo con dedizione e senso di responsabilità.



