IL QUARTIERE RISORGIMENTO RENDE OMAGGIO A DON SILVESTRO

Nella parrocchia S.Giuseppe Operaio, luogo di fede del quartiere Risorgimento, avranno luogo nei giorni 10 e 11 dicembre alcuni momenti dedicati al ricordo di don Silvestro Contigiani, nel decimo anniversario della sua morte.
Sabato, alle ore 18,30 sarà celebrata una messa officiata da don Andrea Verdecchia e animata dai musicisti classici Matteo e Elena Baldoni e alle 19,30 è prevista l’inaugurazione di una mostra pittorica allestita all’interno della chiesa. La collettiva, dal titolo “Mattoni per lo spirito”, dedicata al lavoro, alla costruzione e alla vocazione, vede la presenza di un validissimo gruppo di pittori, come: Costantino Augello, Paola Biadetti, Daria Castelli, Marisa Cesanelli, Gabriella Cesca, Anna Maria Cognigni, Silvio Craia, Alessandro Guerrini, Gabriele Innamorati, Mario Monachesi, Aldo Petrini, Carlo Iacomucci, Cleofe Ramadoro, Lucia Spagnuolo, Leonardo Terenzi e Giorgina Violoni.
Domenica, alle ore 11, messa celebrata da don Andrea e alla conclusione avverrà l’intitolazione del piazzale antistante la chiesa, adiacente piazza e via S.Giuseppe, a don Silvestro Contigiani.
Accennare alla molteplicità degli impegni portati avanti da don Silvestro, ordinato sacerdote dall’arcivescovo di Fermo, mons. Norberto Perini il 29 giugno 1950, non è facile. In primo luogo è ricordato come il parroco che ha costruito la comunità di S. Giuseppe, poi non va dimenticato il periodo in cui è stato assistente ecclesiastico degli scout della nostra città.
Ben volentieri, riportiamo un breve cenno della sua biografia. Nato il 13 agosto 1926 a Montegiorgio, primo dei quattro figli di Primo Contigiani e Caterina Vita. Trascorse l’infanzia nella casa paterna, posta di fronte alla Collegiata di Montecosaro e attigua ai saloni parrocchiali, in quanto il papà era il campanaro della Chiesa. Nel 1938, all’età di 12 anni, spinto dai genitori, entra in Seminario, una scelta maturata da necessità economiche, ma come ricordava spesso, animata soprattutto da una autentica vocazione. Nel 1950 è stato ordinato sacerdote e diventa cappellano a Magliano di Tenna, sotto la guida di Don Serafino, definito dai parrocchiani, “un vero discepolo di Gesù” e da lui stesso definito “un santo in terra” che ha continuato a frequentare per tutta la vita. Successivamente si sposta a Montefiore dell’Aso, dove conosce don Guerrino Cerretani. Ormai trentenne arriva a Civitanova Marche e collabora, nelle insolite vesti di muratore, alla costruzione del campanile della chiesa di Cristo Re: il vescovo Monsignor Perini, colpito dal suo spirito d’iniziativa, lo nomina parroco della Chiesa di San Giuseppe Operaio, che stava sorgendo nel quartiere Risorgimento. In proposito, Don Silvestro, era solito sostenere: ” Non sorgano le case degli uomini se non sorge la casa di Dio”. All’epoca, difatti, la messa si celebrava in un garage, ma Don Silvestro assumendosi di volta in volta i ruoli di geometra, capomastro e operaio, oltre ad adoperarsi anche per reperire i fondi necessari, nel 1965 inizia i lavori di costruzione della Chiesa, che venne inaugurata il 19 marzo 1970.

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