Una passione nata da bambino, cresciuta nel tempo fino a trasformarsi in un progetto culturale capace di coinvolgere migliaia di persone. È questa la storia dell’Associazione Amici del Presepe Monte San Giusto, raccontata dalle parole del suo presidente, Andrea Pistolesi, che da oltre quindici anni custodisce e promuove una delle esperienze presepiali più significative del territorio.
«La mia passione per il Presepe è nata quando avevo appena otto anni», racconta Pistolesi, ricordando l’emozione provata davanti al presepe storico della Basilica di San Nicola a Tolentino. «Rimasi incantato da quella magia e da allora iniziai a risparmiare le 500 lire della merenda per comprare statuine, invece di pizza e bevande». Un gesto semplice, ma carico di significato, che ha segnato l’inizio di un percorso lungo una vita.
Oggi quella passione si è tradotta in una collezione privata di grande valore: «La mia collezione conta oltre 4.000 statue, dal XVII secolo fino ai giorni nostri», spiega il presidente. Tra le opere figurano presepi e statue realizzati da artisti di fama come Antonio Pigozzi, Nicolò Celegato, Antonio Floris, Fabio Modeo, Domenico Stelluti e Gianfranco Cupelli. Spiccano, inoltre, «un presepe monumentale della ditta Fontanini, le statue originali utilizzate nel set del film Mamma ho perso l’aereo e preziose statue antiche del Seicento».
Dal 2010, insieme ai collaboratori Cesare Cicalè, Gilberto Pistolesi e Stefano Renzi, Andrea Pistolesi organizza la Mostra di Presepi Artistici, che dal 2013 è diventata permanente negli spazi del Museo di Palazzo Bonafede, edificio seicentesco nel cuore di Monte San Giusto. «Ogni anno esponiamo circa 50 presepi, sempre rinnovati con nuove opere», sottolinea Pistolesi, «grandi e piccoli, in teche e scrigni, fino ai presepi meccanici della tradizione umbro-marchigiana».
Tra le novità dell’edizione di quest’anno spicca anche una statuina speciale dedicata a Livia Brillarelli, omaggio sentito a una figura che ha lasciato un segno profondo nella vita culturale e sociale del territorio. Un riconoscimento che si inserisce nello spirito della mostra, da sempre attenta a raccontare non solo la tradizione del Presepe, ma anche le persone che hanno contribuito a costruire l’identità della comunità.
La statuina a lei dedicata vuole essere non solo un omaggio affettuoso, ma anche un modo per tramandarne la memoria attraverso il linguaggio universale del Presepe.
I numeri confermano il successo del progetto: «Dal 2010 ad oggi abbiamo accolto oltre 75.000 visitatori», ricorda Pistolesi. Un traguardo celebrato nel 2019 con la pubblicazione del volume Il Presepe Popolare a Monte San Giusto: tra Storia e Tradizione, dedicato ai primi dieci anni di attività.
«L’ingresso è completamente gratuito: la nostra più grande ricompensa sono i volti emozionati di grandi e piccoli che si lasciano incantare dalle nostre opere».
Infine, il messaggio che Pistolesi affida alla comunità è un augurio che va oltre il Natale: «Il mio desiderio è che il Presepe continui a essere simbolo di tradizione, arte e spiritualità». Un patrimonio culturale vivo, che grazie all’impegno degli Amici del Presepe continua a raccontare storie, emozioni e identità.





