IL GIUDICE ARCHIVIA LE ACCUSE A MEI. ERA TUTTO IN REGOLA. NOSTRA INTERVISTA A STEFANO MEI

Nessun indebito arricchimento. Archiviato il procedimento che vedeva sulla graticola il consigliere comunale dei Cinque Stelle Stefano Mei, accusato di aver speculato nella veste di titolare dell’hotel Velus, sui soggiorni delle persone sfollate a causa del terremoto.
Il giudice ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dallo stesso pubblico ministero.

Mei, sicuramente una bella notizia. Innanzitutto se l’aspettava?
Devo dire che i miei avvocati, Simone Santoro e Chiara Morresi, mi avevano spiegato che quello che stava succedendo era dovuto ad una errata interpretazione. Io non ho partecipato ad un bando ma ho aderito ad una convenzione della regione Marche che prevedeva rimborsi a seconda del servizio offerto: pensione completa, mezza pensione o soltanto pernottamento. Gli ospiti del mio hotel hanno usufruito del servizio di pensione completa.

Come ha vissuto i primi momenti di questa storia?
Io ho le spalle larghe, sono sempre andato avanti nelle mie battaglie, ma il mio rammarico più grande è l’aver visto soffrire le persone che mi stavano accanto, mia moglie e i miei genitori. Una sofferenza resa ancora più dolorosa dal fatto quell’accusa infamante era in netto contrasto con lo spirito con il quale noi abbiamo deciso di mettere a disposizione la nostra struttura.

Cioè?
Siano stati la prima struttura a dare la disponibilità ad ospitare le persone terremotate ancora prima che la regione facesse il bando e perciò senza sapere se ci sarebbero stati o meno dei contributi o altro. Non ci importava. Indipendentemente da tutto, volevamo essere d’aiuto a quelle persone che in quel momento avevano perso tutto. Tant’è vero che le abbiamo ospitate anche durante il periodo estivo quando i prezzi per i soggiorni sono ben diversi da quanto invece riconosciuto dalla regione.

Tutto è partito da un’interrogazione presentata dal consigliere regionale Bisonni, ex Cinque Stelle.
Si, un’interrogazione che se avesse riguardato tutte le strutture sarebbe stata opportuna perché bisogna sempre controllare quando si spendono i soldi pubblici. Invece è stata un’interrogazione ad personam, quello che interessava sapere era solo quello che accadeva all’hotel Velus. Poi una cosa che c’è da dire è che la notizia è stata data in pasto alla stampa nonostante ci fosse il segreto istruttorio.

Insomma, sono stati momenti difficili.
Si, sei mesi davvero brutti. Mi hanno sequestrato l’auto di cui fortunatamente mi è stata affidata la custodia. Lo stesso comunicato emesso dalla guardia di finanza lasciava intendere reati diversi da quello contestato di indebito arricchimento.
Quello che invece mi ha fatto piacere sono gli attestati di stima e fiducia dimostrati dalle persone ospitate incredule rispetto a quanto stava accadendo. Persone con le quali abbiamo stretto un bel rapporto.

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