Il consiglio comunale sull’ospedale unico si chiude con una mozione che mette in discussione l’ospedale unico di Macerata. Il documento, presentato dal consigliere Stefano Massimiliano Ghio, e’ stato votato all’unanimità alle 2.30 di notte, presenti venti consiglieri, ed è un voto che da un punto di vista operativo non cambia nulla rispetto alla decisione presa dalla conferenza dei sindaci del 27 ottobre e che colloca la struttura unica alla Pieve di Macerata, avallata anche dal sindaco Ciarapica, ma ha un significato politico perché i consiglieri di destra pur difendendo il Sindaco, hanno di fatto sconfessato il suo operato. Insomma, per non perdere la faccia si tenta di recuperare una partita in cui Civitanova ha perso. Un po’ come chiedere all’arbitro di riaprire i giochi dopo il triplice fischio. Prima del voto, quasi a voler esorcizzare quanto avvenuto, Ciarapica ha voluto precisare che quella mozione era un invito alla Regione a migliorare e potenziare l’ospedale di Civitanova. Ma c’è un passaggio del documento che sconfessa la scelta dell’ospedale unico e la sua localizzazione a Macerata, quello in cui il consiglio comunale dice: ‘….ritenuto che la localizzazione dell’ospedale unico a Macerata possa essere rivista nell’ottica di un nuovo modello organizzativo .’. Il voto fa deflagrare il travaglio della destra che, dopo aver tentato di difendere il proprio sindaco che aveva definito ‘un giorno felice’ quello della scelta di Macerata come sede dell’ospedale unico, ha votato per tentare di modificare quell’orientamento, che aveva scontentato tanti consiglieri della destra per primi i componenti del gruppo Liberamente e Flavio Rogani, e tanto contestata dalle opposizioni. Esattamente un mese dopo la conferenza dei sindaci in cui Ciarapica non si era opposto alla scelta di Macerata, tutto il consiglio comunale gli ha presentato il conto di una decisione sbagliata e indifendibile. Un fatto politico rilevante, una ‘sfiducia’ votata all’unanimità che boccia il sindaco. La serata era iniziata con un consiglio comunale aperto su sanità e ospedale unico in cui la destra ha schierato le sue batterie (consiglieri regionali) e preparato la scaletta degli interventi per addossare la responsabilità della scelta della Pieve sulla Regione e su Ceriscioli, assente perché il presidente del consiglio comunale Claudio Morresi, non ha organizzato la sera della seduta in modo che potesse incastrarsi con una serata in cui fosse disponibile il presidente della Regione. Qualcuno ha fatto presente che sarebbe bastata una telefonata al Presidente per accordarsi. Davanti al pubblico presente in sala e fino a mezzanotte e mezza si e’ svolto il copione fin li’ noto, con la destra impegnata a difendere Ciarapica e con i consiglieri di opposizione ad evidenziare quelle a loro dire sono state le mancanze di Ciarapica. Poi, alla una, con la sala vuota, e’ comunicata la seduta ordinaria e, assente il pubblico, e’ cominciato il dibattito sulla mozione, sono venuti fuori i malumori in seno alla maggioranza poi sfociati nel voto della mozione con Ciarapica costretto a subire quell’orientamento che lo ha messo all’angolo. Contestata in più occasioni la conduzione del Consiglio da parte del Presidente Morresi.




