Il calendario non mente. Il 5 luglio doveva essere il giorno della riconsegna del nuovo Varco a Mare alla città. La data era stata annunciata pubblicamente dall’assessore Carassai con sicurezza, un impegno perentorio ,preciso nei confronti dei cittadini ed anche quando fu fatto prese le prime pagine .Oggi, però, il cantiere è ancora lì e il taglio del nastro resta soltanto una promessa rinviata.
Ora l’annuncio è cambiato: si parla di “rush finale”, di rifiniture, di asfaltature da completare, bagni da tinteggiare, piantumazioni e di una possibile “pre-inaugurazione” nei prossimi giorni, mentre la conclusione dei lavori viene spostata verso la penultima settimana di luglio.
Il problema non è un ritardo di qualche settimana. Nelle opere pubbliche può accadere e a Civitanova si parla solitamente di anni di ritardi. Il problema è la comunicazione. Annunciare una data precisa significa assumersi una responsabilità politica. Quando quella data viene mancata, non basta dire che “manca poco”. Perché un’opera da oltre 5 milioni di euro rappresenta il primo investimento per la città e merita una comunicazione all’altezza della sua importanza.





