“Forse, come altre donne prima di lei, Lucia ha sottovalutato la pericolosità del suo ex fidanzato, non lo ha denunciato per tempo. Da ultimo ha accettato di incontrarlo a cena: una scelta che ha segnato la sua fine”. Parla uno degli investigatori che dalle Marche ha collaborato alle indagini sulla scomparsa di Lucia Bellucci, sparita nel nulla venerdì 9 agosto in Trentino e ritrovata cadavere ieri a Verona, sul sedile della Bmw dell’ex fidanzato Vittorio Ciccolini, il professionista veneto con il quale si era vista quella stessa sera a cena, in un ristorante di Spiazzo Rendena (Trento).
Con Ciccolini, in stato di fermo come indiziato di delitto, la giovane estetista di Pergola aveva avuto una relazione che pero’ si era interrotta, nonostante le insistenze di lui. A Pergola Lucia, 31 anni, figlia del medico di base del paese, co-gestiva un centro di dimagrimento, il Beauty Box, ma da tre anni anni durante la stagione sciistica e in estate si trasferiva nel centro benessere dello Chalet del Brenta a Pinzolo.


