GUARDIA MEDICA SEMPRE PIÙ SCOPERTA: UN’EMERGENZA CHE SI RIPETE

Ancora una volta il territorio si trova a fare i conti con sedi di guardia medica scoperte, una situazione tutt’altro che episodica che ormai si ripresenta con preoccupante regolarità. Per la prima settimana di febbraio, la direzione del distretto di Civitanova ha comunicato ai Comuni interessati l’impossibilità di garantire la copertura di diversi turni, a causa della cronica indisponibilità dei medici e dell’assenza di sostituti. Un problema noto, ma che continua a produrre disagi concreti per i cittadini e a mettere sotto pressione un sistema sanitario già fragile.
Dai turni diurni scoperti a Trodica e Porto Recanati, fino al caso più grave di Potenza Picena, completamente priva del servizio di continuità assistenziale, il quadro che emerge è quello di una progressiva perdita di capillarità del servizio, nonostante le soluzioni tampone previste dalla normativa regionale. L’invito a rivolgersi a sedi limitrofe o al 118 rischia infatti di trasformarsi in un boomerang, alimentando accessi impropri ai pronto soccorso e lasciando scoperta quella fascia di popolazione che dovrebbe trovare nella guardia medica un presidio essenziale.
Non si tratta di un’emergenza improvvisa né di un problema locale, ma di una criticità strutturale che si trascina da tempo e che mette in discussione uno dei pilastri del diritto alla salute. Senza un reale investimento sul personale e senza risposte concrete alla carenza di medici, anche i progetti di riorganizzazione territoriale rischiano di restare sulla carta, mentre i cittadini continuano a pagare il prezzo di un sistema che fatica sempre più a garantire servizi essenziali.

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