GIOVANI E PARTECIPAZIONE: L’APPELLO DI CIVITASVOLTA PER CAMBIARE CIVITANOVA

A Civitanova, come in molte altre città italiane, i giovani continuano a essere protagonisti solo nelle narrazioni pubbliche, ma restano ai margini delle decisioni concrete. È questa la denuncia dell’associazione CivitaSvolta, che mette in luce una distanza sempre più evidente tra istituzioni e nuove generazioni.
Secondo l’associazione, “i giovani vengono spesso evocati nelle narrazioni pubbliche, ma raramente coinvolti in modo concreto”. Una situazione che, nel tempo, ha portato alla mancanza di spazi reali di partecipazione e confronto. Le politiche giovanili, infatti, appaiono ferme: “chi dovrebbe occuparsi di politiche giovanili non propone interventi significativi su temi cruciali come casa, lavoro e inclusione”.
Eppure, ricordano da CivitaSvolta, non è sempre stato così. In passato esistevano strumenti fondamentali per la crescita e la tutela dei giovani, oggi scomparsi: “distretti, garanti dei diritti, laboratori pubblici, centri di ascolto”, realtà che contribuivano a costruire un tessuto sociale più inclusivo e partecipato.
Di fronte a questo vuoto, l’associazione avanza proposte precise. Tra queste, “l’istituzione di un garante dei diritti scelto da una consulta composta dai rappresentanti degli istituti scolastici”, una figura che possa farsi portavoce delle istanze giovanili e dialogare direttamente con il consiglio comunale. Accanto a questa, viene proposta anche “la creazione di un osservatorio sui conti pubblici, formato da giovani e dirigenti esperti”, con l’obiettivo di promuovere trasparenza e partecipazione attiva.
La situazione attuale, però, resta complessa. “Attualmente manca un garante comunale e il dialogo con le istituzioni è difficile”, sottolinea l’associazione, evidenziando come anche tentativi di confronto si siano rivelati infruttuosi: “anche ottenere un semplice confronto con il segretario si è rivelato impossibile”.
Nonostante le difficoltà, Civita Svolta non rinuncia al dialogo e rilancia un messaggio chiaro: “ci auguriamo che possa presto esserci spazio per un incontro, perché il confronto è il primo passo per costruire qualcosa di diverso”.
L’appello finale è diretto e deciso: “Noi ci siamo. Le nostre storie, il nostro impegno e la nostra presenza parlano per noi”. Un invito alle istituzioni a colmare la distanza e a riconoscere nei giovani non solo una voce da ascoltare, ma una risorsa da coinvolgere attivamente nel futuro della città.

 

 

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