È cominciata a Roma la prima udienza dell’azione collettiva promossa da associazioni dei consumatori e genitori italiani contro Meta, accusata di permettere la registrazione su Instagram anche ai minori di 14 anni, senza controlli adeguati sull’età. Il procedimento si è tenuto presso il tribunale civile, sezione Imprese, e punta a ottenere l’adozione di sistemi più efficaci per impedire l’accesso dei più piccoli alla piattaforma.
Codacons, Assourt e Adusbef hanno promosso l’iniziativa per chiedere che venga impedita la creazione di profili da parte dei minori, senza il consenso dei genitori, com’è invece previsto dalla normativa italiana. Al momento, infatti, per registrarsi basta un’autodichiarazione dell’età, facilmente aggirabile.
A sostenere la battaglia legale, anche l’avvocata civitanovese Paola Formica, delegata Adusbef, che ha ribadito la necessità di introdurre strumenti di verifica dell’età efficaci, in grado di coinvolgere direttamente i genitori per gli under 14. Le tecnologie per farlo esistono già: Meta, ad esempio, richiede in alcuni casi l’invio del documento di identità. Le associazioni chiedono ora che questo tipo di verifica venga esteso anche alla fase iniziale di registrazione.
L’obiettivo è ottenere una tutela reale per i minori e garantire ai genitori il diritto di esercitare un controllo sull’uso dei social da parte dei propri figli.



