GAS MARCA, COGNIGNI: “PRIMA FACEVANO I PICCHETTI ORA PARLANO DI VENDITA”. UNA NUOVA ATAC? “UN’IDEA INSANA”

Si firma “un cittadino civitanovese” Sergio Cogngni, ex amministratore delegato di ATAC che a proposito della ventilata ipotesi di vendere una ulteriore quota di Gas Marca, dice: “Apprendo oggi, dalla stampa locale, alcune operazioni che si stanno immaginando, in un futuro molto prossimo, relativamente alle partecipate comunali.
Sembrerebbe volontà di questa amministrazione vendere una ulteriore quota di Gas Marca perché il socio di minoranza avrebbe intenzione di raggiungere una quota pari al 76% che gli consentirebbe delle scelte operative interessanti quali la quotazione in borsa.
Fugando ogni dubbio, vorrei precisare che quando il mio ruolo era diverso, avevo espresso con forza la volontà di vendere l’intera quota, quindi nessun problema.
Mi chiedo però dove sono finiti tutti quelli che, guidati dall’attuale Sindaco Ciarapica, facevano i picchetti davanti alla sede della Gas Marca in Via Cecchetti per esprimere la loro volontà di non vendere nessuna quota. Dove sono finiti i nostri stessi compagni di percorso nella precedente maggioranza ed oggi militanti nelle file che sostengono il Centro Destra che minacciavano un giorno sì e l’altro anche una crisi politica se avessimo portato avanti una vendita che non accettavano. Dove sono finite alcune signore civitanovesi che, senza permesso alcuno entrarono nei locali ATAC di Via del Casone a raccogliere firme contro la vendita di Gas Marca. Dove sono finiti alcuni dipendenti Gas Marca che dopo la vittoria di Ciarapica sui social pubblicavano con soddisfazione “Dio cé’”.
Ma la democrazia ha le sue regole, chi governa ha il diritto e l’obbligo di fare le sue scelte, sempre però nel pieno rispetto delle leggi e delle regole.
Le leggi e le regole sono chiaramente esplicitate nel bando di gara pubblicato in data 08-02-2016 e dicono che la cessione sarà perfezionata in due fasi con una prima vendita del 49% ed una seconda vendita entro 3/5 anni del restante 51%. Ora se l’aggiudicante del bando vuole acquistare una ulteriore quota prima dei tempi stabiliti dal bando nessun problema ma il detentore delle quote deve valorizzare questa cessione perché i tempi vengono anticipati e questa agevolazione va debitamente ripagata alla collettività.
Altra cosa è l’insana idea di ricostituire una nuova ATAC Servizi Srl. Con atto notarile del 31-05-2013 avevamo provveduto a fonderla in ATAC Civitanova SpA con un evidente risparmio non solo per l’eliminazione del suo CdA. La legge 190 del 2014 (Legge di stabilità 2014), il Piano Operativo di razionalizzazione sottoscritto dal Sindaco, la relativa relazione istruttoria predisposta dal Dirigente del IV Settore e trasmessa alla Corte dei Conti con nota Prot. 30437 del 23-06-2015 pubblicato in pari data sul sito Internet del Comune e trasmesso al Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa ai sensi della Legge 92/2012 e per ultimo ma sicuramente in maniera più significativa il deliberato del Consiglio Comunale n. 76 del 20-11-2015 ci dicono che non possiamo chiudere aziende non indispensabili al proseguimento delle finalità istituzionali dell’Ente e poi alzarci una mattina e ricostituire una società che servirebbe solo ad accontentare ulteriori appetiti di visibilità.
Solo l’arroganza sembrava essere l’unica caratteristica negativa di questa maggioranza, ma più passa il tempo, più ci si rende conto che anche l’incompetenza non manca.”

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