Il 26 dicembre 2025, a pochi giorni dall’avvistamento del 24 dicembre a Numana, continua a fare parlare di sé quell’incontro davvero speciale con una foca monaca mediterranea — uno dei mammiferi marini più rari e minacciati del Mar Mediterraneo. Questo pinnipede solitario si trovava sulla sabbia della Spiaggiola, vicino al porto turistico, ed è poi rientrata in mare. Un evento che ha reso indimenticabile la vigilia di Natale per chi ha avuto la fortuna di assistervi.
Tuttavia, proprio perché si tratta di una specie in grave pericolo di estinzione, è fondamentale mantenere una distanza di sicurezza e non avvicinarsi in nessuna circostanza. 
La foca monaca mediterranea (Monachus monachus) è considerata tra i mammiferi più rari al mondo, con solo poche centinaia di individui stimati nel Mediterraneo. In passato era presente in molte coste italiane, ma a causa della caccia, del disturbo umano e della perdita di habitat, è quasi scomparsa da gran parte del suo areale naturale. 
Proprio per il suo stato di conservazione, questa specie è estremamente sensibile al disturbo umano: rumori forti, movimenti improvvisi o vicinanza fisica possono causare stress all’animale, indurlo ad allontanarsi dalla spiaggia prima che possa tornare in acqua in modo naturale, oppure interferire con comportamenti vitali come la ricerca di cibo o il riposo. 
COSA FARE SE SI VEDE UNA FOCA MONACA
Le associazioni ambientaliste e i gruppi di conservazione raccomandano regole chiare per l’avvistamento:
Mantenere sempre una distanza di almeno 30–50 metri dall’animale e non cercare di avvicinarsi per foto o video. 
Non tentare di toccarla, darle da mangiare o interagire fisicamente: può causare stress ed è potenzialmente pericoloso sia per l’animale che per le persone. 
Evitare rumori forti, movimenti bruschi o avvicinamento di cani, perché questi possono allontanare la foca dal suo habitat naturale. 
Segnalare l’avvistamento alle autorità competenti o ai gruppi di tutela della fauna selvatica: queste informazioni sono preziose per monitorare la specie e favorire la sua protezione. 


