Perché nessuno risponde? Né il sindaco, né la giunta, né i partiti di maggioranza, né la Regione. Intervengono su mille questioni spesso effimere e marginali, eppure su un problema così importante come la restituzione della Fiera non arriva alcuna risposta. Un silenzio che denota prepotenza, arroganza, ma anche debolezza e incapacità.
Quattro anni passati invano. Adesso sono intervenuti la Confartigianato e anche esponenti della maggioranza, come Marzetti, ma tutto tace.
Eppure esiste un contratto registrato e sottoscritto, nel quale la Regione si impegnava a restituire la Fiera così come era stata consegnata, smontando tutto ciò che era stato realizzato per il Covid Hospital, permettendo così alla città di Civitanova di riappropriarsi di un suo bene. Un bene che la città aveva generosamente concesso durante l’emergenza sanitaria e che avrebbe dovuto tornare disponibile per svolgere, nei 5.000 metri quadrati a disposizione, un’importante attività economica come quella fieristica, e non solo.
E pensare che è venuto in visita anche il neo assessore alla sanità Calcinaro, ma di questo argomento nessuno ha parlato e lui stesso non ha detto nulla. Si fa finta di niente.
Eppure in quella struttura, in questi anni, sono stati spesi quasi 700.000 euro per tenerla in piedi pur rimanendo inutilizzata: una cifra riportata dalla stampa che desta grande preoccupazione. E ancora oggi si continuano a spendere decine di migliaia di euro: ad esempio per la sola corrente che paga il Comune e che l’Asur dovrebbe (si spera), restituire per mantenere vuoto quel contenitore.
Ci sono precise responsabilità per cui gli amministratori dovrebbero essere chiamati a rispondere davanti alla giustizia contabile, tanto è grave ciò che è successo e che continua ad accadere. Il Comune non si è mai attivato, nonostante i continui solleciti. C’è stato persino un consiglio comunale aperto sulla sanità, durante il quale Saltamartini, allora assessore regionale alla sanità, venne a proporre l’apertura di un centro Alzheimer in quei locali: una proposta illegittima, talmente assurda e inconcepibile che tuttavia registrò il silenzio dei consiglieri e l’assenso del sindaco. Poi non se n’è fatto più nulla e la situazione di grave inadempienza continua.
Appena è stata pronunciata la parola Corte dei Conti, qualcuno però in Comune si è recentemente preoccupato, affidando l’ennesimo incarico legale (ma allora i segretari comunali a che servono?) per chiedere finalmente alla Regione il rispetto del contratto. Evidentemente per pararsi dalle responsabilità, visto che dopo quattro anni – nonostante i solleciti – il Comune non si era risolutamente mosso. Se ne sono accorti dopo quattro anni: meglio tardi che mai.
Amministrare significa risolvere i problemi e fare gli interessi della città. In questo caso, invece, in quattro anni si è sperperato denaro pubblico e, per non disturbare la Regione, si è fatto e si continua a fare un danno enorme alla città.




