FERMO: NELLA GRANDE COLLETTIVA ANCHE ARTISTI DELLA NOSTRA CITTÀ

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Il TG3 delle Marche ha dedicato un ampio spazio a quella che è stata definita la più grande collettiva che è stata organizzata nelle Marche, dal momento che il grande contenitore vuoto dell’ex “Mercato Coperto” di Fermo, ha visto la partecipazione di 184 artisti e anche la nostra città è stata validamente rappresentata. Un vero successo partecipativo e di critica, pertanto, come la scrittrice civitanovese, Maria Giuseppina Coppola, cultore della materia presso la cattedra di storia della filosofia contemporanea dell’ Università di Urbino, descrive in un testo che riguarda una delle partecipanti della nostra città, Lucia Spagnuolo.
“Viviamo in mezzo a lei – cita testualmente la Coppola – , e le siamo stranieri; agiamo continuamente su di lei e non abbiamo su di lei nessun potere; costruisce sempre e sempre distrugge; come fa oggi potrà fare sempre J.W. Goethe “.
“ Cosi Goethe, rifletteva, secoli fa, sul ruolo della natura nella nostra esistenza – ha proseguito – , gli faceva eco Giacomo Leopardi, il quale se da un lato la decantava con note di intensa commozione, dall’altro la considerava matrigna o addirittura spietata nemica. In quella stessa epoca, C. D. Friedrich, pittore romantico, trasportava i temi affrontati da entrambi i poeti nelle sue opere, riuscendo a rappresentare con grande suggestione le meraviglie e al contempo l’inquietante infinità della natura.
I tragici avvenimenti sismici che si sono succeduti dal 24 agosto 2017 in poi, hanno martoriato le Marche e la bellezza del suo territorio; un luogo dalle straordinarie potenzialità, custodito da una comunità orgogliosa. Il dopo sisma è stato un’occasione per risvegliare un rinnovato interesse verso questa terra; diverse sono state le iniziative artistiche organizzate per diffondere la conoscenza del patrimonio naturale e culturale marchigiano. Tra queste, nell’ambito dell’ottava edizione di “Intanto”, manifestazione culturale ideata da Bibi Iacopini con la collaborazione di Patrizia Di Ruscio nell’ex mercato coperto di Fermo, è stato dedicato uno spazio al tema del terremoto e alla risposta attiva e positiva messa in atto dai marchigiani di fronte a tale calamità, attraverso la mostra fotografica “In un attimo, il crollo e la cura” scatti di Ennio Brilli e Gianfranco Mancini #ripartidaisibillini.
L’opera di Lucia Spagnuolo (nella foto con delle foto a fianco) si innesta in questo percorso, in essa non c’è una copia dell’originale, della realtà, ma la natura stessa viene trasmutata, per assumere una nuova forma. Pur conservando un ideale di verità, il tutto viene elaborato con creatività; le forme riescono a conferire al quadro una sorta di armonia che concilia la profondità della visione che questa artista ha per i fenomeni naturali.
La vivacità dei colori dell’opera di Lucia Spagnuolo esprimono il suo soggettivismo, le sue emozioni, le sue passioni e i suoi sentimenti nei confronti di una terra che pur non essendo quella d’origine, l’ha accolta offrendosi alla sua arte in tutta la sua bellezza e in tutta la sua ricchezza. Questa opera non va contemplata perché è essa stessa ad afferrare lo spettatore coinvolgendolo interamente con il cuore e con l’intelletto; in questo quadro si entra e se ne coglie il significato, perché visione, comprensione e significato agiscono contemporaneamente.
Il pensiero espresso dall’opera riflette quello dell’anima di Lucia Spagnuolo, di ciò che questa artista ha osservato e acquisito, di ciò che ha avuto davanti agli occhi ed ha amato immediatamente; viene descritto con una tecnica pittorica accessibile al fruitore, al fine di illuminarne il pensato.
Oggi l’arte deve essere sganciata dal valore estetico, deve essere valutata per l’artisticità, per il messaggio che comunica, che fa sì che il fruitore la comprenda e si ponga domande. Si crea così una sorta di relazione tra opera d’arte e osservatore, il quale riesce a dare ad essa un senso compiuto, che differisce da persona a persona, dando così la possibilità di cogliere infinite chiavi di lettura e di interpretazione.
Il quadro di questa artista va oltre la tela, oltre la caducità umana, oltre noi stessi, oltre ciò che siamo per poter testimoniare che c’è un oltre dopo di noi, una finestra aperta su tutti gli infiniti possibili”.

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