L’emergenza caldo torna al centro del dibattito politico nelle Marche. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Mastrovincenzo, che chiede interventi immediati per proteggere i lavoratori esposti alle alte temperature, accusando la Giunta Acquaroli di aver già commesso gravi ritardi nella gestione dell’emergenza durante la scorsa estate.
Il consigliere dem ha annunciato il deposito di un’interrogazione a risposta immediata, sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione, che sarà discussa nel primo Consiglio regionale di giugno.
«Il forte innalzamento delle temperature già a fine maggio dimostra che l’emergenza climatica è ormai realtà – dichiara Mastrovincenzo –. La salute di chi lavora nei campi e nei cantieri non può aspettare i tempi della politica e della burocrazia».
Nel mirino del consigliere Pd finiscono i ritardi accumulati dalla Regione nel 2025. «Lo scorso anno la Giunta Acquaroli intervenne solo ad agosto, quando i lavoratori avevano già affrontato mesi di caldo estremo in condizioni di massima allerta», attacca Mastrovincenzo.
Il consigliere ricorda inoltre come le misure adottate l’anno scorso siano arrivate solo dopo le pressioni delle opposizioni. «L’ordinanza non nacque da una spontanea sensibilità della destra, ma fu il risultato delle nostre sollecitazioni e della mozione presentata dalla consigliera Pd Anna Casini, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 30 luglio», sottolinea.
Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato. «Non sono ammessi rinvii. Chiediamo al presidente Acquaroli di firmare subito un’ordinanza che vieti i lavori esterni nei cantieri e nei campi dalle 12:30 alle 16 nei giorni a rischio», afferma Mastrovincenzo.
Secondo il consigliere regionale, l’esposizione prolungata al sole e l’elevata umidità rappresentano un pericolo concreto soprattutto per i settori dell’agricoltura, dell’edilizia e del florovivaismo. «Lo stress termico riduce l’attenzione e aumenta il rischio di incidenti e malori», avverte.
In conclusione, Mastrovincenzo invita la Regione ad ascoltare gli appelli dei sindacati e ad agire con tempestività. «Di fronte a un caldo già torrido a fine maggio, l’unica risposta accettabile è un’azione immediata. La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro deve essere la priorità assoluta».






