Macerata dice addio ad Adriano Ciaffi, una delle figure più autorevoli e rappresentative della politica marchigiana del dopoguerra. L’ex parlamentare e presidente della Regione Marche si è spento nella notte all’ospedale di Macerata, all’età di 90 anni, compiuti lo scorso 14 maggio.
Avvocato e storico esponente della Democrazia Cristiana, Ciaffi ha attraversato oltre mezzo secolo di vita pubblica, ricoprendo incarichi di primo piano a livello regionale e nazionale. La sua attività politica ebbe inizio in giovane età tra le fila della Dc e, a soli 32 anni, fu eletto alla Camera dei Deputati, dove sarebbe rimasto per cinque legislature.
Nel corso della sua lunga carriera ha ricoperto il ruolo di presidente della Regione Marche dal 1975 al 1978, è stato sottosegretario al Ministero dell’Interno e presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera.
Il suo nome resta legato ad alcune delle più importanti riforme del Paese. Come non ricordare il superamento della mezzadria avversato dalla destra economica e politica che trovò invece in Ciaffi e nella sinistra della DC i protagonisti insieme ai comunisti italiani che poi furono decisivi per superare l’arcaico rapporto contadino/padrone, poi le riforme Istituzionali (spiccano la legge n. 142 del 1990 sull’ordinamento delle autonomie locali e la legge n. 81 del 1993, che ha introdotto l’elezione diretta dei sindaci), provvedimenti che hanno profondamente modificato il funzionamento degli enti locali e la vita degli italiani.
Pur lontano dagli incarichi istituzionali negli ultimi anni, Ciaffi aveva continuato a seguire con interesse la vita politica cittadina e regionale, partecipando spesso agli appuntamenti pubblici più significativi e offrendo il proprio contributo al dibattito con la discrezione e l’autorevolezza che lo hanno sempre contraddistinto.
Con la sua scomparsa Macerata perde uno dei protagonisti della propria storia politica, un uomo che ha lasciato un segno importante nelle istituzioni marchigiane e nella legislazione nazionale, contribuendo alla modernizzazione dell’amministrazione pubblica italiana. Un esempio di impegno politico fatto di passione e onestà, un esempio per generazioni di amministratori.




