Si sapeva già che Goffredo Cervellini, conosciutissimo personaggio del mondo sportivo della città, era alle prese di un male crudele che lo aveva aggredito, all’improvviso, qualche mese fa. E pochi giorni fa, al telefono, mi parlò di una visita alla quale doveva sottoporsi e dal tono della voce capì che era molto preoccupato. Ci siamo salutati cordialmente e da parte mia con la solita gratitudine in quanto, sempre al seguito delle trasferte della Civitanovese, era sempre premuroso nel fornirmi notizie sull’andamento delle partite e i nomi dei calciatori. Lo conobbi quando nel calcio cittadino, apparve Manuel, il suo ragazzo, nato 20 ottobre 1978, che nel 1997, con la Civitanovese in serie D, fece la prima apparizione nella squadra cittadina. Rimase per vari anni in forza alla Civitanovese fino alla stagione 2001-02 e fu proprio lui, con un suo gol, a propiziare la promozione della Civitanovese in serie D nel campionato di Eccellenza della stagione 1998-99. Tutto questo aveva consentito al papà, Goffredo, di trascorrere il suo tempo nell’orbita della Civitanovese e alle vicende che in questi ultimi anni ne hanno gratificato e, a volte, anche fortemente deluso la sopravvivenza. Goffredo aveva lavorato a lungo alle dipendenze della struttura della Volkswagen di via De Amicis, ma la sua passione non erano le auto, ma il calcio. Con lui scompare un pezzo di storia cittadina. Due le sue grandi passioni, oltre al calcio la politica. I funerali si svolgeranno nella parrocchia di S. Marone alle ore 15 di domani lunedì, dal momento che Goffredo abitava in via Verga, nel quartiere di San Marone. Alla moglie e ai due figli, Patrizia e Manuel, il cordoglio della città.




