DOPO I DUBBI SULL’ANTIFASCISMO ESPRESSI DA CIARAPICA, UNA LETTERA A MATTARELLA PER CHIEDERE LUMI

​Al ​Presidente della Repubblica Italiana
​Sergio Mattarella
​​c/o Palazzo del Quirinale–P.zza del Quirinale
​00187 ROMA

​e p.c. al​Ministro dell’Interno
​Marco Minniti
​c/o Palazzo del Viminale–P.zza del Viminale​, 1
​00184 ROMA

e al​ Prefetto di Macerata
​Dott.ssa Roberta Preziotti
​c/o Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo
​di Macerata-P.zza Libertà, 15
​62100 Macerata

Stimato Presidente,

Per Lei essere antifascista è un valore?
Potrebbe sembrare un quesito pleonastico, ma non lo è visto che il movente che ci spinge a scrivere questa missiva è proprio la risposta dubbiosa alla medesima domanda posta al sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, da un giornalista del Corriere Adriatico, Simone Ronchi, in occasione del dibattito che è emerso in sede locale, per aver questi concesso l’utilizzo di una sala della Biblioteca Comunale per la presentazione del libro “Donna Rachele mia nonna. La moglie di Benito Mussolini” scritto da Edda Negri Mussolini. Ad indignarci non è stata nello specifico la presentazione del libro quanto piuttosto scoprire chi fossero gli organizzatori dell’evento e le parole usate per promuoverlo. A proporre questa iniziativa, oltre ad “ARIES officina nazional popolare” associazione locale di estrema destra, è “Ordine Futuro”, piattaforma culturale di “Forza Nuova”, movimento dell’ultradestra intollerante che si è distinta per inquietanti fenomeni xenofobi, neofascisti e razzisti. L’evento è stato pubblicizzato attraverso una locandina (che alleghiamo alla presente) in cui campeggia la scritta “PER NON DIMENTICARE”: si vuole raccontare, in modo oltraggioso, la storia dei carnefici utilizzando gli stessi termini con cui ricordiamo ogni anno l’orrore della Shoah e l’importanza di non ripetere l’estremo orrore della storia umana. Ciò che irrita è il becero sarcasmo e la provocazione che nasconde quello slogan. Da tutto ciò, la reazione di alcuni consiglieri comunali di opposizione, di sensibilità antifasciste territoriali e della sezione cittadina dell’ANPI. Poi il 21 novembre scorso, il nostro Sindaco affermava a mezzo stampa (alleghiamo alla presente copia degli articoli), con dichiarazione virgolettata, “L’antifascismo è un valore? Io non lo so”. La tesi offerta alla città sarebbe stata quella per cui “l’antifascismo è previsto nella Costituzione … io ho il mio credo politico e alla domanda se essere antifascista sia un valore rispondo che non lo so. Se si apre questo dibattito allora si potrebbe discutere anche del fatto che essere anticomunista sia un valore. Tali dispute non devono intaccare il ruolo di un sindaco, il giudizio va misurato sulle capacità amministrative”.
Ebbene la Costituzione Italiana, sulla quale giurano tutti i sindaci, è una norma primaria compiutamente antifascista, come peraltro afferma lo stesso Sindaco. La struttura antifascista della nostra Costituzione si ravvede sia nei principi fondanti, antiautoritari, universali, plurali e liberali, sia nelle Disposizioni transitorie ove si vieta qualsiasi tipo di riorganizzazione degli ideali fascisti. La Costituzione Italiana, prodotto di un immenso sforzo politico collettivo, è quindi strutturalmente pensata per impedire che giungano mai al governo forze politiche caratterizzate da cultura o aspirazioni antidemocratiche che possano attuare una trasformazione autoritaria delle istituzioni, sopprimendo il pluralismo istituzionale o le autonomie individuali e sociali.
Si chiede a questo punto se sia lecito che un sindaco possa fare affermazioni quali quelle sopra riprodotte che disattendono norme e principi fondamentali che regolano il nostro ordinamento.
Le dichiarazioni del Sindaco Ciarapica a nostro avviso costituiscono un atto contrario alla Costituzione, poiché riconducibili ai casi in cui un ente locale manifesta apertamente la volontà di disattendere norme o principi fondamentali che regolano l’ordinamento repubblicano (Ministero dell’interno, circolare 7 giugno 1990, n. 17102/127/1), per il quale è prevista la rimozione e sospensione degli amministratori locali.
Infatti i sottoscritti non ritengono che le dichiarazioni riportate dalla stampa possano essere rubricate sotto il titolo delle opinioni in libertà e ciò perché è lo stesso Sindaco che mette in discussione il valore indicato nella Costituzione in maniera critica subordinando la validità della stessa al suo credo politico; sempre se le parole hanno ancora un peso.
E ancora si chiede quali garanzie possano dare le previsioni di cui all’art. 50 comma 11 del TUEL quando impone che il Sindaco giuri di “osservare lealmente la Costituzione italiana”.
Memori di alcune sue indelebili esternazioni a riguardo (“Una cosa vorrei ricordare prima di tutte: Il fascismo è l’esatto contrario di tutto ciò che è scritto nella nostra Costituzione” ed anche “Nella nostra democrazia confluiscono molti elementi storici nazionali, ma quello dell’antifascismo ne costituisce l’elemento fondante”) ci affidiamo a Lei, Presidente, con la speranza che, dando riscontro al nostro accorato appello, un suo intervento diretto ristabilisca il rispetto della nostra Costituzione che non può certo essere trattata come un semplice foglio di carta.
Sono passati quasi 68 anni da quando Pietro Calamandrei auspicava che la “…Costituzione scritta sui fogli diventi realtà…” quindi oggi, in un’epoca in cui si potrebbe ritenere compiuta la realizzazione dei principi costituzionali, ci sentiamo di dover pretendere il rispetto per questo meraviglioso pezzo di carta, un rispetto che si misura anche con la capacità del nostro ordinamento e del nostro apparato di reagire comunque e sempre.

In attesa di un Suo riscontro, Le porgiamo i nostri più sentiti e cordiali saluti.

Civitanova Marche, lì 24 novembre 2017

Pier Paolo Rossi

Stefano Massimiliano Ghio

Gessica Schiavi

Silvia Luciani

Alessia Marzoli

Alessandro Mazzaferro

Francesco Tittini

Moira Giusepponi

Isabella Bigoni

Catia Bigoni

Giovanni Cuoghi

Barchetta Letizia

Mara Mercuri

Ariano Lattanzi

Valerio Ferrari

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