IL PALAS E’ UNA REALTÀ. L’IMPEGNO È STATO MANTENUTO

Di Cristiana Cecchetti

Da un’dea ardita ma felice del Sindaco Corvatta, dalla consueta e feroce determinazione del Vicesindaco Silenzi, dall’impegno tecnico del Segretario Mariotti, dal tempo e gli agganci spesi del presidente Costamagna e con la volonta’ di tutta l’Amministrazione, arriva il regalo più atteso da decenni: il Palazzetto.
Promesso da altri per molto tempo, questa chimera diventa realta’ oggi, con un governo di centro-sinistra, in un periodo difficilissimo e con un investimento economico non alto. Palazzo Sforza va in controtendenza rispetto a tanti centri limitrofi: investe sul futuro, fa una scommessa in positivo, crede nel ritorno economico e sulla pubblicità che verra’ alla citta’ da quest’opera.
Una strada tutta in salita, una montagna scalata con il “coltello tra i denti “, mentre in tanti “profeti di sciagure ” scuotevano mestamente il capo, prima dicendo che non saremmo arrivati a vederne il compimento (e facendo del proprio meglio per contribuire all’arenamento con denunce e ricorsi ), e ora apprestandosi ad altre critiche.
Resta il fatto che è Natale e il regalo tanto atteso sta sotto l’albero: il PALAS è una reltà a cui manca solo un nome e un pubblico a tifare sugli spalti: la vittoria della buona volonta’ contro il mugugno elevato ad arte di NON governo.
Mentre tante amministrazioni appaiono come paralizzate dalla paura la nostra non ha smesso di respirare, non è andata in un ottuso letargo, ma ha agito: si è attaccata al seme di un’idea e l’ha messa a dimora e fatta germogliare per ricominciare a guardare avanti, con un segno concreto di rinascita.
In un mondo normale l’opposizione darebbe, a questo punto, un contributo finalmente costruttivo, darebbero una mano nel proseguo dei quest’avventura. Spero che la cattiva fede e la paura non trasformino tante persone in “sconfitti a prescindere” che sanno dire solo “no”!
Spero che non ci si ostini a voler raccogliere facili consensi assecondando la parte più distruttiva della società, senza mai fare esercizio di governo positivo, proseguendo sulla strada sterile dell’insulto. I tempi sono difficili, ma se ci si ferma il futuro scompare e resta solo un mesto presente. L’immobilita’ terrorrizzata dell’animale al centro della strada bloccato dalle luci dei fari che infine lo fanno morire.
La nostra citta’ non muore, guarda avanti, crede nel futuro, nello sport, nella cultura, nei giovani: Buone feste Civitanova!

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