Anno 2017 era non fascista, nella biblioteca comunale di Civitanova va in scena la presentazione di un libro su Donna Rachele e rimbombano triti motti mussoliniani su patria-onore-famiglia, l’elogio delle camicie nere, il disprezzo di un’Italia asservita a potenze straniere. Un linguaggio cupo, anacronistico e, a tratti, perfino ridicolo, salutato da una sala di nostalgici di fez e stivaloni, tra questi i plaudenti assessori Maika Gabellieri, Fausto Troiani, Giuseppe Cognigni e la segretaria del sindaco Claudia Giulietti (quella dello staff), che si sono spellati le mani mentre gli organizzatori della serata (associazioni Aires e Ordine Futuro, alias Forza Nuova) inneggiavano agli “eroi caduti in camicia nera”. Con un libro trasformato in cavallo di Troia, in un luogo comunale è stato servito un piattino nostalgico del ventennio, con un’oratoria da balconata di palazzo Venezia e un inevitabile effetto comico, ma fino a un certo punto. Un giovanotto adepto di Aries (gira un video imperdibile su facebook al link https://www.facebook.com/gioventumaceratese/posts/1926392784083170) si prende assai sul serio e brama il mascellone di Mussolini mentre legge il suo editto fascista: “Continuerà a vivere l’idea e arderà la fiamma del fuoco sacro di destra e fresche e rossa resterà La Rosa rossa stretta tra i denti degli eroi caduti in camicia nera”, e sarebbe normalmente una macchietta se non fosse che poi a Como questa cultura muove chi irrompe e minaccia in un centro per migranti, mentre a Firenze compaiono bandiere naziste in una caserma dei carabinieri. A Civitanova si sente la stessa puzza di estremismo e sul nome di Donna Rachele si costruisce un evento di cui il sindaco Ciarapica e la sua giunta sono sponsor. Maika Gabellieri, assessore alla cultura (sic!), si presta a fare la valletta della serata e, appollaita su una tavola apparecchiata con una lugubre tovaglia nera, porta il saluto dell’amministrazione comunale. Il sindaco non si è fatto vedere, perché ha scoperto da poco che la Costituzione Italiana, su cui ha giurato al suo insediamento, è nata dall’antifascismo, e per evitare domande a cui non saprebbe come rispondere si è tenuto alla larga, lasciando spazio a una troika della sua giunta che, invece, nella mistica fascista sguazza. Mica da ora! Troiani e la Giulietti hanno book fotografici di gite a Predappio, figuriamoci se si perdevano una serata dal sapore revanscista, bel diversivo dai flop amministrativi inanellati. C’è da chiedersi cosa pensino del teatrino fascistoide i moderati della destra, perché ormai è chiaro che comandano i nostalgici neofascisti di Vince Civitanova. E Forza Italia? E Obiettivo Civitanova con l’ex democristiano Basile? E il curiale Claudio Morresi? Hanno almeno un sopracciglio da sollevare o non sono turbati da compagni di viaggio in modalità eia eia alalà? Ma, soprattutto, cosa hanno da dire gli alleati di Ciarapica, Flavio Rogani e Ivo Costamagna? Per un piatto di lenticchie, il contorno da digerire pare sia bello grosso.





Civitanova piena di fasci