Voleva, Dimitri Papiri di Kleos il Glorioso, fare la rivoluzione dei conti di bilancio. Voleva inchiodare le banche con un’azione popolare perché diceva che le operazioni dei derivati, sottoscritte in passato dalla destra per fare cassa, avevano spolpato i civitanovesi. Voleva fare il civico che apriva i cassetti di Palazzo Sforza e buttava tutto per aria “perché la giunta Corvatta ha fatto male, ma quelli che lo hanno preceduto hanno lasciato il caos”. Voleva fare tutte queste cose da candidato sindaco. E invece andrà a fare il consulente di Ciarapica in caso questi vincesse il ballottaggio. È questo il prezzo dell’accordo per cui Papiri scende dalla nave con cui voleva dare la caccia a Moby Dick (la sua metafora preferita in campagna elettorale) e sale a bordo della ‘fregata Ciarapica’. Dal capitano Achab ai capitani Brini e Troiani. Altri mar, con più squali che balene. Ma, vuoi mettere fare il consulente del bilancio con Ciarapica? Se vince potrà comunque chiedere direttamente al suo alleato il perché di quelle famose operazioni bancarie che Ciarapica ha approvato perché a quel tempo era assessore. E potrà convincerlo a rendere il Comune promotore di quella azione popolare contro le banche che Papiri aveva indicato come punto imprescindibile del programma. Quindi la domanda è una: questo punto fa parte dell’accordo per l’apparentamento o no? Ciarapica ha accettato di fare causa a una certa banca, che sta lungo corso Umberto, che negli anni del centro destra concluse con il Comune operazioni di swap e derivati? Nella lunga filippica con cui Papiri spiega perché sceglie Ciarapica non si è mica capito. Si capisce però che lui diventa il consulente del bilancio e auguri perché si troverà accanto a quel Morresi – pure lui convertito di seconda mano alla causa di Ciarapica – che da assessore al bilancio promosse proprio quelle operazioni. Buona navigazione Kleos il Glorioso e che i venti della coerenza siano con te.
DAL CAPITANO ACHAB AI CAPITANI BRINI E TROIANI, PAPIRI VA CON CIARAPICA
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Egregio commentatore, la ringrazio per l’importanza che mi concede ma soprattutto per il prosieguo nella metafora grandiosa del Moby Dick. Sa, io non mi intendo molto dei “prezzi” della politica come li chiama lei ma sarebbe bello giocare la sfida sulla grande letteratura.
A me affascina, e la tedio prima di rispondere dicendole di piu’ visto che la sua sagacia denota intelligenza ed esperienza. Spero ed immagino che lei come molti altri conosca il vero itinere del romanzo di Melville che e’ una storia di mare che prende letteralmente la mano dello scrittore. Melville inizia con una semplice storia di mare, tante pagine anche noiose, acqua, sale, sartie, marinai, fino ad incontrare la figura del capitano Ahab e sentirlo crescere nella penna, un demone lo anima, il demone della vendetta. Ecco, non vorrei annoiarla ma insisto nel dire che a un certo punto di questa storia, le elezioni, mi sono soffermato per capire chi avessi voluto interpretare, Il capitano o la Balena. Gia’, il capitano Ahab e’ un eroe tragico, cerca una sola balena in un oceano per vendicarsi, morira’ per questo. E Moby Dick, la balena, si comporta in un modo nuovo, diverso, si gira su se stessa ed affonda le lance legate agli arpioni, gira fiera con le ferite e spaventa le baleniere che la rifuggono. Dunque caro amico cosa essere in questa storia, e soprattutto, chi combattere? Le giuro che non l’ho capito, e magari alla fine avro’ maggiore chiarezza. Fuor di metafora invece le faccio notare che non c’e’ un prezzo ma semplicemente un ragazzo, Fabrizio Ciarapica che malgrado tutto quello che lei ha enunciato, e che e’ indubbiamente vero (e le garantisco che non faccio nulla per non ricordarlo) ha deciso di fare questa battaglia. Ha detto si. E secondo me e’ un punto d’onore non il contrario. Lei invece non mi ha detto ancora nulla del perché i tanti amici che oltre a Claudio Morresi in 17 anni hanno avuto contezza di questa storia abbiano persino paura ad enunciare il nome di quella banca, si chiama BNL, BNL si chiamava, oggi BNP Paribas. E perché non abbiano fatto nulla. Ma ancora, lei parla di un bilancio che non ha neppure letto, o capito, perche’ se lo avesse fatto ci avrebbe chiarito cosa sono quelle discrasie tra rendiconto e relazione dei revisori. Vede amico mio, io non so cosa sappia lei della coerenza, ma le dico cosa penso io che sono un contadino di mare. La coerenza e’ una forma di pensamento che impedisce di deviare dai propri convincimenti, magari proprio per convenienza. E le faccio notare che la piccola scialuppa di Kleos (che non si fa scrivere i programmi dagli altri) ha chiesto di poter perseguire qualcuno di quei punti programmatici. Tutto qui. Appena questo. E adesso amico mio, parliamo di cose serie, lei, in questa metafora, e’ il capitano o la Balena? Grazie comunque, e posso dirle una cosa serena e amichevole, e’ bello volare così. Grazie e dolcissima notte.
Dimitri, fino al 25 giugno, Capitano o Balena, vediamo.