CURCIO ED ERRANI A MACERATA HANNO INCONTRATO QUESTO POMERIGGIO I SINDACI. “STATE FACENDO UN LAVORO EROICO”

“State facendo un lavoro eroico. Tre terremoti di cui uno così forte mai registrato se non 40 anni fa. Stiamo in emergenza e bisogna intervenire con la somma urgenza.” Così il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio in un incontro a Macerata a cui era presente anche Vasco Errani.
“Non ci spaventiamo e facciamo tutto nel rispetto delle regole – ha detto Curcio. Ad un evento straordinario c’è stata una risposta straordinaria. Problemi complessi a cui non eravamo preparati, bisogna accertare le varie necessità: chi ha diritto alla casa in legno, quali misure prendere per fare ordini precisi, quale urbanizzazione. Ecco perché per le case di legno si parla di 7 mesi e si parla invece di container per un’accoglienza concentrata, piccoli villaggi. Un bacino enorme, 77.000 mila richieste prima della scossa di 6.5. Oggi parliamo di circa 150.000. I sopralluoghi saranno difficili, stiamo ragionando come fare a poche ore dall’ultima scossa. Un modello che va studiato e che deve essere sostenibile. Le scuole hanno precedenza su tutto e vengono al primo posto per interventi immediati.” Ai Sindaci Curcio ha chiesto di prendere il tempo necessario per pianificare e fare il piano dei bisogni ed individuare le priorità. Intanto l’accoglienza negli alberghi serve per far stare bene gli sfollati e permettere ai soccorsi di operare al meglio.
Il Commissario Straordinario per l’emergenza sismica Vasco Errani, ha invece parlato di un decreto per affrontare le nuove urgenze, la messa in sicurezza.
“E’ necessario coprire il totale dei danni economici e materiali causati dal terremoto – ha detto Errani. Ci saranno tutte le risorse necessarie per far fronte alla ricostruzione. Le scuole sono la priorità. Sono passate poche ore dal terremoto 6.5 ed è cambiato molto e se vogliamo fare presto dobbiamo organizzarci. I riferimenti debbono essere precisi ed efficaci. Bisogna lavorare con onestà e trasparenza e allo stesso tempo velocemente senza farsi intralciare dalla burocrazia. Insomma bisogna lavorare per zone, collaborare senza formalismo amministrativo e attraverso il coordinamento di gruppi dei Comuni.

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