CROLLO PONTE A14, CI FURONO ANOMALIE E CARENZE PER LA CATENA DEGLI APPALTI

Il crollo del ponte sull’A14, in cui il 9 marzo morirono due coniugi e rimasero feriti tre operai, è “ancora una volta” la “dimostrazione tragica che gli adempimenti in materia di sicurezza nei cantieri edili sono impostati quale espressione burocratica e mera produzione e adempimento di oneri formali senza considerare che una vera pianificazione della sicurezza esige il rispetto anche della vita esterna al cantiere edile e in particolare degli utenti, cittadini, collettività che possono essere messi in pericolo dalla gestione del cantiere, come purtroppo è accaduto nel caso concreto”. E’ una delle conclusioni della Commissione Parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, presieduta dalla sen. Camilla Fabbri (Pd). La Commissione, che ha raccolto documentazione e ascoltato vari testimoni, rileva anomalie e carenze per la catena degli appalti (“il punto debole della programmazione della sicurezza”), la progettazione e l’esecuzione dei lavori e la gestione dell’emergenza.

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