CRAC BANCA MARCHE, CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL CIVITANOVESE VALENTINI E I MACERATESI BIANCHI, COSTA E VALLESI

L'ex dg di Banca Marche Massimo Bianconi

Due condanne per corruzione tra privati nel processo stralcio di Banca Marche ad Ancona che riguardava presunti scambi di favori tra l’ex direttore generale Massimo Bianconi e due imprenditori tra il 2010 e il 2012. Il Tribunale ha inflitto tre anni di reclusione all’ex direttore generale di BM ritenuto responsabile di uno dei due capi d’imputazione contestati, insieme all’imprenditore Davide Degennaro, condannato a due anni, pena sospesa. Assolto, invece, l’altro imprenditore Vittorio Casale, e con lui Bianconi, dall’altro addebito sempre per corruzione tra privati. I giudici hanno concesso solo alla Nuova Banca Marche e non alla vecchia BM, di essere risarcita da Degennaro: l’ammontare dovrà essere quantificato in sede civile. Il giudizio ruotava attorno ad operazioni immobiliari tramite le quale, per l’accusa, l’ex dg avrebbe ricavato utilità ‘mascherate’ dagli imprenditori in cambio di facili aperture di credito.
Per il default miliardario della vecchia Banca Marche, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per 17 indagati tra cui il civitanovese Piero Valentini (presidente collegio sindacale Bm) e i maceratesi Giuliano Bianchi (cda Bm e Presidente della Camera di Commercio di Macarata), Lauro Costa (presidente Bm) e Stefano Vallesi, ex vice direttore generale Bm e membro cda Medioleasing.
Sono accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta patrimoniale, bancarotta fraudolenta impropria, ostacolo alle funzioni di vigilanza della Banca d’Italia e il reato di falso in prospetto.

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