COSMARI IN STALLO, SCONTRO SULLA DISCARICA DI CINGOLI: L’ACCUSA DI MORGONI ALLA DESTRA

Si fa sempre più tesa la situazione attorno al futuro del Cosmari e alla gestione dei rifiuti in provincia di Macerata. Al centro del dibattito, l’annunciato ampliamento della discarica di Cingoli, con la realizzazione di una nuova vasca da 250mila metri cubi, il cui iter progettuale è stato dichiarato concluso.

A sollevare forti critiche è Mario Morgoni, che punta il dito contro l’attuale gestione politica della vicenda e contro l’assenza di una strategia condivisa.

«Il Cosmari arranca, la destra non pervenuta», afferma Morgoni, sintetizzando una posizione molto netta. Secondo l’ex parlamentare, la situazione rischia di precipitare a causa dell’impasse decisionale che riguarda l’individuazione di un nuovo sito alternativo.

Il sindaco di Cingoli, infatti, ha più volte ribadito – anche attraverso atti ufficiali del Consiglio comunale – la contrarietà alla realizzazione di una nuova vasca senza prima aver individuato un’area destinata a sostituire l’attuale discarica. Una posizione che, se mantenuta, potrebbe bloccare l’intero progetto.

«Consentire la realizzazione di una nuova vasca senza la scelta di un nuovo sito significherebbe tradire gli impegni presi con i cittadini e condannare il Comune a ospitare la discarica per molti anni», sottolinea Morgoni.

Dall’altra parte, però, lo stallo decisionale rischia di avere pesanti conseguenze economiche. Il Cosmari potrebbe infatti dover rispondere alla Corte dei conti per centinaia di migliaia di euro già investiti nel progetto, senza contare le criticità legate al futuro del servizio.

«Se non si sblocca la situazione, si va verso il dissesto del Cosmari e della gestione pubblica dei rifiuti, con un costo elevatissimo per i cittadini», aggiunge l’ex parlamentare.

A preoccupare è anche la scadenza del contratto di servizio prevista per febbraio 2029, quando potrebbero restare sospesi circa 30 milioni di euro di crediti vantati dal Cosmari nei confronti dei Comuni.

Nel mirino di Morgoni finisce infine il centrodestra: «La destra ha portato la gestione in un vicolo cieco e oggi resta in silenzio davanti a questo disastro, sperando di lavarsene le mani».

Una situazione complessa, dunque, che richiede risposte rapide e decisioni concrete per evitare ripercussioni economiche e ambientali su tutto il territorio provinciale.

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