COSMARI, DOPO IL CASO PIERANTONI ARRIVA UNA NUOVA CAUSA: EX DIRIGENTE CHIEDE 1,3 MILIONI DI RISARCIMENTO

Non si chiude il fronte giudiziario per Cosmari. Dopo la vicenda che ha portato al risarcimento riconosciuto a Roberto Pierantoni (LEGGI L’ARTICOLO: http://www.civitanovalive.it/cosmari-intanto-paga-216mila-euro-a-pierantoni-ma-continua-la-battaglia-legale-quanto-costera-ancora-ai-cittadini/) sulla società si abbatte una nuova richiesta milionaria. Questa volta a rivolgersi al giudice del lavoro è Stefano Monachesi, ex dirigente di Smea e successivamente coordinatore di Sintegra, che ha citato in giudizio Cosmari srl chiedendo un risarcimento di circa 1,3 milioni di euro.
Alla base del ricorso ci sarebbero presunti episodi di demansionamento, con conseguenti danni professionali e morali che, secondo l’ex dirigente, avrebbe subito nel corso degli anni successivi all’incorporazione di Smea nel sistema Cosmari.

La vicenda affonda le radici nel 2014, quando il Consorzio smaltimento rifiuti acquisì Smea, la società partecipata del Comune di Macerata che gestiva il servizio di raccolta dei rifiuti nel capoluogo e in altri comuni. Il passaggio fu accompagnato da una lunga trattativa, soprattutto per definire la posizione dei dirigenti provenienti dalla società incorporata.

L’accordo finale prevedeva l’allineamento delle retribuzioni a quelle dei dipendenti del Consorzio di pari livello, senza il mantenimento delle indennità individuali previste in precedenza. In quel contesto Monachesi lasciò l’incarico apicale ricoperto in Smea per assumere quello di coordinatore dei servizi di Sintegra, società poi confluita in Cosmari con la fusione del 2016.

Secondo quanto sostenuto nel ricorso, il nuovo incarico non sarebbe stato coerente con il profilo professionale maturato negli anni. Monachesi sostiene infatti di essere stato progressivamente privato delle funzioni dirigenziali, arrivando a svolgere attività ritenute non adeguate al proprio livello di inquadramento. Tra gli esempi riportati figurerebbe anche la distribuzione dei sacchetti per la raccolta differenziata nel territorio di Loreto, mansione che l’ex dirigente considera emblematica del presunto demansionamento subito.

Durante il rapporto di lavoro non sarebbero state avanzate contestazioni formali, ma l’ex dirigente avrebbe documentato nel tempo le attività svolte. Solo dopo il pensionamento ha deciso di avviare un confronto con i vertici della società, chiedendo un riconoscimento economico per il danno che ritiene di aver subito sotto il profilo professionale e personale.

Prima dell’approdo in tribunale sarebbero stati avviati alcuni tentativi di definire la vicenda in via stragiudiziale attraverso una transazione. Le trattative, però, non hanno prodotto un’intesa, anche a causa della distanza tra le rispettive posizioni economiche.

Ora la questione passa al giudice del lavoro. La prima udienza è stata fissata per il mese di novembre. Da parte di Cosmari, al momento, non arrivano dichiarazioni ufficiali sulla nuova vertenza che rischia di aprire un ulteriore capitolo giudiziario per la società, già reduce da altre vicende finite nelle aule di tribunale.

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