#COSECHESIDICONO…NON SIAMO GALLINE

Spesso ci accade di reagire a qualcosa con il silenzio, per stupore, per orrore, per incredulità. Quel non trovare le parole, uno spazio momentaneo occupato solo dai nostri pensieri alla ricerca di un ordine. Il volto che si immobilizza per un istante e poi magari gli occhi si abbassano. Più o meno questa la reazione di una giovane donna ad ascoltare un breve spezzone del programma Tv Talk, passato per caso in un vortice di zapping da bar alla ricerca di qualche evento sportivo, probabilmente.
La giornalista Barbara Serra riportava i dati di una sua indagine casalinga sulla presenza di ospiti donne nel programma Che tempo che fa, nei primi mesi del 2015: su un totale di circa 220 invitati, soltanto 25 sono stati personaggi femminili, il 10%.
La puntata di Tv talk, che mi sono andata a spulciare, era incentrata sulla presenza femminile nella tv italiana.
Questo dato mi ha fatto nascere una curiosità, quante sono le donne coinvolte come ospiti o come curatrici nelle varie iniziative cittadine, in particolare quelle culturali che prendono ispirazione anche da un programma come quello di Fazio per cogliere la tendenza o per individuare il personaggio in voga?
I festival sono tutti curati da uomini, da Rive a Futura, da Civitanova Classica a Civitanova Danza, così come Cartacanta, VitaVita, Cecchetti in Jazz, il teatro amatoriale o il nuovo festival del cinema. Soltanto la rassegna I Martedì dell’arte è curata da una donna, ma paradossalmente su 26 appuntamenti programmati da settembre ad aprile non ospita nessuna relatrice, sono tutti relatori.
Il Festival Futura nei suoi 8 giorni quest’anno ha invitato un numero altissimo di intellettuali, ben 67 quelli di cui è stata inserita la scheda di presentazione nel corposo libretto, di questi 9 erano donne.
Sono invece pari tra maschi e femmine i protagonisti di Rive, cosi come quelli di Civitanova Danza che per l’ultima edizione sembra aver scelto, nel suo format del festival nel festival, un giorno dedicato alla danza maschile, un altro a quella femminile.
Civitanova Classica tra i tanti nomi internazionali si è limitata a proporre due musiciste ancora studentesse nello spazio giovani.
Cartacanta nel suo ricco programma di mostre non offre nessuna esposizione di artista-fotografa.
VitaVita ha consegnato i suoi premi annuali alla carriera e al giovane talento soltanto ad artisti maschi.
Cecchetti in jazz non ha mai ospitato nei suoi pochi anni di vita una musicista.
Il Festival del cinema tra i 24 corti finalisti non ne aveva nessuno di una regista donna.
Vogliamo continuare? Si, parlando della giunta civitanovese, anche se sembra che non c’entri molto.
Nella nostra provincia il comune di Macerata su 9 componenti della giunta ha 4 assessori donna. Quello di Recanati ha 3 uomini e 3 donne. Tolentino ha 4 uomini e 2 donne, così come Potenza Picena e Corridonia, per limitarsi ai comuni con più di 15 mila abitanti.
Il Comune di Civitanova su 8 componenti ha una sola assessora, in barba al principio della rappresentanza di genere.
Il #cosechesidicono di questa settimana è in realtà un non detto, un silenzio di troppo che dovrebbe essere il più breve possibile.

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