CONVIVENZA CIVILE, “UNA SFIDA PER CIVITANOVA”

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Sei appuntamenti, a partire dal Consiglio comunale di questa sera, per ragionare su un modello diverso di convivenza civile. Questo l’obiettivo di Civitanova solidale, presentata questa mattina in sala giunta. “Una sfida”, come la definisce il sindaco Tommaso Claudio Corvatta, “che si pone l’obiettivo di proporre un modello diverso di convivenza civile. Questo è il vero cambiamento. L’obiettivo è quello di riuscire a ragionare come una comunità, in cui i singoli si fanno carico non solo del proprio benessere, ma anche di quello dell’altro, a partire dal proprio vicino di casa. Senza questa sfida, non è solo Civitanova, ma è l’Italia che non può andare avanti. Noi vogliamo affrontare questo compito a viso aperto ed il consiglio comunale con cui inizia il programma è un punto di partenza, un’occasione per ragionare insieme, non per dividersi”.
“Il motivo per cui è importante trattare questi temi lo stiamo vedendo e vivendo in questo periodo – osserva il presidente del Consiglio comunale Ivo Costamagna – La nostra città sta vivendo una sorta di trasformazione genetica. Da comunità che, con tutti i suoi pregi e difetti, è sempre, nella sua storia, stata solidale ed accogliente, a realtà in cui una minoranza di cittadini, facendo leva sul disagio sociale di questi tempi, sta alimentando un clima cupo, di rabbia ed intolleranza. Quest’atmosfera non appartiene a Civitanova ed ai civitanovesi, e nemmeno è giustificata da un’escalation di criminalità che oggettivamente non c’è, come ci ha confermato poco tempo fa il neo insediato capitano Enzo Marinelli, comandante della compagnia Carabinieri”.
Alla presentazione hanno partecipato Moira Giusepponi, presidente della Consulta dei servizi sociali, Vladimiro Bonifazi, coordinatore del Teatreo della solidarietà, Enrico Lattanzi, direttore artistico di Carta Canta, Ubaldo Sagripanti, autore di Caro dottor Cronin, il coordinatore dell’Ambito XIV Carlo Flamini, l’assessore Cristiana Cecchetti.
Il cartellone di Civitanova solidale proseguirà giovedì 23 ottobre con il “Musical on the road per Amadown”, a cura dell’Asd Ritmosfera di Porto Potenza Picena. L’appuntamento è alle 21.30 al Teatro Rossini, la serata è organizzata con il contributo dell’associazione Amadown. Giovedì 30 ottobre si prosegue al Teatro Cecchetti, sempre alle 21.30, con “Dialettando a Citanò”, serie di sketch in vernacolo a cura del Teatro della solidarietà, diretto da Vladiro Bonifazi. Quarto appuntamento sabato 1 novembre, ore 21.30 al teatro Annibal Caro, con il concerto dei Wu Ming 2 & Contradamerla nello spettacolo “Surgelati”, in collaborazione con Carta Canta. Il 6 novembre sarà la volta, ancora al Cecchetti di Caro dottor Cronin, della compagnia I Divino Inversi, per la regia di Peppe Barbera, piece tratta dal libro di Ubaldo Sagripanti. Civitanova solidale termina mercoledì 12 novembre al Teatro Conti alle 21.30 con l’incontro Verso una comunità solidale. Due i momenti. Si inizierà con la presentazione, da parte del sindaco Corvatta, del progetto per il nuovo centro civico di San Marone, per proseguire sul tema “La solidarietà attraverso il potenziamento delle reti sociali”. Ne parleranno il coordinatore dell’ambito sociale XIV Carlo Flamini e la responsabile dell’Ufficio di promozione sociale Stefania Lufrano. La serata al Rossini avrà un costo d’ingresso di 8 euro, 2 euro invece per gli spettacoli all’Annibal Caro e al Cecchetti.

1 Response

  1. Civitanova ha detto:

    Convivenza civile con gli zingari, ma stiamo scherzando praticamente significa che noi ci dovremmo adeguare a quello che fanno loro. (Rubare, vivere di espedienti, non lavorare, non pagare le tasse, andare tutti in Mercedes, fare bisogni per strada, allacciarsi abusivamente all’enel, mandare i bambini a mendicare, non mandare i bambini a scuola ecc ecc ecc). Se un Italiano si comporta in questo modo avrà’ sicuramente dei problemi con la giustizia come giusto che sia.
    Non serve la convivenza civile ma serve il massimo rispetto delle leggi e del senso civico quindi o si adeguano oppure via. Punto. (E vi dico che non sono razzista ma solo realista)

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