CONCORSO ANNULLATO: SENTENZA DI CONDANNA AL COSMARI CONFERMATA IN APPELLO

Un esito tutt’altro che sorprendente: in uno Stato di diritto sono la Magistratura e le Autorità competenti a far rispettare le leggi. Proprio la Magistratura amministrativa e civile, insieme all’ANAC (autorità anticorruzione) hanno già da tempo sancito il mancato rispetto delle norme nella gestione del Cosmari durante la presidenza di Giuseppe Pezzanesi.
Grave l’atteggiamento di quest’ultimo che, pur essendo pienamente informato sui fatti, continua a sostenere di aver sempre operato nel rispetto delle regole. Una narrazione smentita dai pronunciamenti del TAR Lazio, del Tribunale di Macerata e ora anche dalla Corte d’Appello di Ancona.

È stata infatti confermata l’illegittimità dell’annullamento (scelta del Cosmari ratificata dai Sindaci della provincia di Macerata tra cui il voto favorevole del Comune di Civitanova) del primo concorso per direttore del Cosmari vinto da Pierantoni e poi assurdamente annullato. E’ stato riconosciuto un consistente risarcimento per perdita di chance; vi è stata la condanna del Cosmari al pagamento delle spese legali, anche in secondo grado (tanto pagano i cittadini). A questo si aggiunge un ulteriore aggravio economico per la società pubblica a causa di un appello ritenuto infondato. Non meno grave il fatto dell’inconferibilità di Pezzanesi, sancita dall’ANAC (delibera n. 346/2022), che ha dichiarato nulla la sua nomina a Presidente del Cosmari in quanto incompatibile con il ruolo di Sindaco di un Comune (Tolentino) sopra i 15.000 abitanti. Non si è trattato, dunque, di dimissioni volontarie da Presidente del Cosmari ma di una vera e propria sanzione.
Le scelte adottate hanno prodotto un danno rilevante per il Cosmari e per l’intera collettività: ingenti risarcimenti; costi legali elevatissimi (anche per più avvocati incaricati); rischio di ulteriori azioni della Corte dei Conti oltre alla paradossale situazione di dover sostenere il costo di due Direttori Generali.
Nonostante fosse stata anche valutata una proposta transattiva, poi rifiutata, si è deciso di proseguire nel contenzioso, aggravando ulteriormente la posizione economica della società.
Alla luce di quanto accaduto, appare evidente come siano state assunte decisioni in contrasto con le norme e con i principi di buona amministrazione, generando danni patrimoniali e di immagine.
I cittadini hanno diritto alla trasparenza, legalità e rispetto delle istituzioni. Dopo anni di contenziosi e decisioni discutibili, la giustizia ha fatto il suo corso. Ora è il momento di ristabilire pienamente correttezza amministrativa e tutela dell’interesse pubblico e magari verificare se ci sono responsabilita’ dirette dei sindaci tra cui quello di Civitanova rispetto alle scelte prese.
Giulio Silenzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *