L’Atac è oggi una società risanata grazie alle scelte operate dal vecchio CdA in carica fino ai primi sette mesi del 2017. Non ci sta l’ex Amministratore Delegato Sergio Cognigni a vedere il presidente Belvederesi e l’attuale CdA intestarsi i meriti di scelte non loro e di vantare l’utile di un milione di euro.
“Al mio insediamento nel dicembre del 2012 dopo le gestioni della destra – ha detto Cognigni nel corso di un incontro con la stampa convocato con il Segretario del Pd Guido Frinconi – non c’erano nemmeno i soldi per le paghe dei dipendenti e il debito ammontava a 16.300.000 euro. Abbiamo lasciato un debito calato a 13.400.000 euro e in pancia l’operazione di vendita della Gas Marca che ha portano all’Atac 12.142.000 euro. Belvederesi si fa bello con un’eredità sulla quale non ha meriti e che spudoratamente non riconosce”.
Per quanto riguarda la vendita anticipata del 51% di Gas Marca, sia Cognigni che Frinconi già da tempo pongono domande rimaste ad oggi senza risposta. “Hanno venduto con un paio di anni di anticipo rispetto alle clausole e Frinconi chiede: chi ha quantificato gli utili di Gas Marca a cui l’Atac ha rinunciato e dov’è la stima? Dov’è il passaggio in Consiglio che autorizzava la vendita anticipata?
Sull’assenza di delibere sull’uso della prima tranche incassata, 5.8 milioni che Belvederesi contesta a Cognigni quest’ultimo risponde: “ci abbiamo pagato i debiti della destra. 2.8 milioni ai fornitori che attendevano di essere pagati da anni tra cui il Tennacola, 1.3 per gli scoperti bancari, 920 mila euro sempre per debiti ai fornitori senza ricorrere ad anticipi bsncari, e abbiamo versato 400 mila euro di dividenti al Comune. Intervenendo sugli scoperti di banca abbiano risparmiato fino a 200 mila euro di interessi passivi che oggi Belvederesi può gestire. E’ tutto agli atti e visto che Belvederesi e il suo Cda costano 40 mila euro l’anno mentre il mio 8 mila, poteva anche impegnarsi a cercarli. Belvederesi sia piu’ serio e dia a Cesare quel che e’ di Cesare”.




