Chiamato in causa nel comunicato stampa emesso dal presidente della Civitanovese, Giordano Perini, ex calciatore e titolare della Ditta Maracanà, intende ribattere alla versione dei fatti fornita da Patitucci, in merito alla situazione debitoria che ha nei riguardi della Civitanovese.
“Ritengo proprio di dover dare una versione dei fatti – sostiene – sulla base di quanto è stato puntualizzato dal presidente della Civitanovese, Patitucci, e che per quanto mi riguarda non risponde alla verità. Mi riferisco in primo luogo alla liberatoria firmato l’8 luglio dello scorso anno, giorno in cui nello studio del dott. Santini è avvenuto il passaggio delle quote alla B&L che si è assunta in carico il debito totale di 240.000 euro delle precedente società, dei quali 22.000 riguardavano il materiale fornito dalla mia ditta con tanto di fatture”.
– Come sarebbero stati restituiti?
“Per la restituzione dei debito – chiarisce – era stata predisposta una dichiarazione liberatoria e relativo accordo di dilazione del pagamento del debito, tramite sette rate a partire dal 30 settembre per il complessivo importo di 22.000 euro”.
– Questa situazione si riferisce però alla presidenza Di Stefano della passata stagione.. Non è così?
“ Sì, questo riguardava la situazione debitoria esistente. Sta di fatto che all’inizio dell’attuale stagione, il direttore generale Bresciani, accompagnato da Domenico Rita e Paolo Squadroni, è venuto in ditta a richiedere tutto il materiale, a marchio ASIC, per il settore giovanile e juniores, mentre la prima squadra, a fronte di un importi importante, veniva da me omaggiata di materiale sportivo per un valore commerciale di 15.000 euro, come facilmente riscontrabile dalle fatture, e che rappresentava una mia personale sponsorizzazione. L’acquisto richiesto, riguardava materiale per il settore giovanile per un importo di euro 34.428, autorizzato dal sig. Bresciani e da Paolo Squadroni, che aveva, quale responsabile del settore giovanile, un conto corrente intestato a tale settore e con il quale avrebbe dovuto effettuare i pagamenti necessari alle giovanili. Alla prima scadenza del 30 settembre, concordata con lo stesso Squadroni, mi veniva fatto presente dallo stesso che sul conto corrente del settore giovanile fino al al 29 settembre c’erano i soldi per un importo sufficiente per la copertura della ricevuta bancaria, ma che successivamente c’era stato il prelievo di tutto il contante da parte della società, un conto corrente quindi letteralmente prosciugato. A quel punto lo Squadroni si è trovato nell’impossibilità di effettuare quel pagamento e quelli successivi per l’importo, come ho detto, di 34.428 euro. Sono ovviamente disposto, per l’ennesima volta, a mostrare le bolle di trasporto e le fatture, firmate dalla società, che comprovano la regolarità e la quantità dei materiali consegnati”.
– Per la prima squadra qual è la situazione?
“Oltre ai 15.000 euro omaggiati quale mia sponsorizzazione – riferisce Perini – la società tramite il responsabile degli acquisti Valerio Cerolini, richiedeva le maglie personalizzate per tutto il campionato, tutto il materiale l’abbigliamento della juniores, gli accessori e medicinali sportivi per un importo di euro 24.190, regolarmente fatturato e con precise scadenze di versamento dal parte della società, tutte rimaste insolute”.
– Ma il presidente Patitucci era a conoscenza di tutto questo?
“Certamente – asserisce senza esitazione Giordano Perini – dal momento che che nei primi giorni di ottobre mi sono recato in sede, dopo aver parlato con dr.ssa Santinello e il d.g. Bresciani, esponendogli tutta la situazione con bolle e fatture, ricevendo da lui l’assicurazione che il tutto sarebbe stato esaminato attentamente. Dopo l’incontro e varie sollecitazioni mi è stata fatta la comunicazione dell’emissione di un bonifico riguardante una rata del debito ma che fino ad oggi 8 maggio è rimasta insoluta”.
– Qual è il suo attuale stato d’animo?
“Sono ovviamente profondamente dispiaciuto – ammette – per quanto è accaduto e non mi sembra che il presidente Patitucci abbia riflettuto adeguatamente sul disastro che è stato creato attorno a una gloriosa società e a tutta la città. Tante sono le imprecisioni che lo stesso Patitucci ha riferito come il pignoramento dell’incasso che è stato di 3.000 euro e non 17.000 come lui ha comunicato. Inesattezze e comportamenti d un imprenditore che non è sicuramente riuscito con la sua esperienza a gestire tutta l’attività”. (Vittorio De Seriis)




