CIVITANOVESE, INIZIA L’ERA BORRELLI: SERIETÀ, IMPRENDITORIALITÀ, COINVOLGIMENTO. “LA CIVITANOVESE MERITA LA SERIE C”

Di Livia De Pace

Dopo mesi difficili e una crisi che aveva incrinato il rapporto tra società e tifoseria, la Civitanovese, potremmo dire sorprendentemente, volta pagina. Il nuovo presidente, Francesco Borrelli, segna l’inizio di una fase di rilancio che promette serietà, programmazione e ambizione. Lo abbiamo incontrato: disponibile e diretto, ha risposto alle nostre domande delineando il futuro rossoblù.

Presidente Borrelli, come nasce la scelta di rilevare la Civitanovese?

«C’è stato un contatto con alcuni commercialisti che lavorano sia con alcune società di Profili sia con le mie ditte. In quel periodo stavo valutando alcune squadre laziali, ero interessato a fare un’esperienza nel calcio. Mi hanno segnalato l’opportunità della Civitanovese.
Considerando le origini di mia moglie, il fatto che io viva molti mesi qui e le potenzialità di una realtà come Civitanova, ho deciso di approfondire e prendere i contatti necessari per arrivare alla definizione del passaggio.»

Qual è il suo obiettivo, la sua ambizione per questa società?

«Nel giro di quattro o cinque anni voglio portare la Civitanovese in Serie C. Credo che quello sia il livello giusto per valorizzare una società e rientrare anche degli investimenti necessari.
La Serie C apre scenari nuovi, compatibili con questa città e con il suo territorio. Con una gestione seria e imprenditoriale questo obiettivo è raggiungibile.
Mi piace citare il modello del Napoli e del presidente De Laurentiis: è la dimostrazione che anche in Italia si può gestire il calcio in modo serio e arrivare a risultati importanti.»

A Civitanova, in passato, molte società sono state “chiacchierate”: nuovi stadi, costruzioni, affari… progetti poi falliti. Cosa risponde a chi teme che possa ripetersi?

«Io non ho alcun interesse nel campo dell’edilizia o delle costruzioni. La mia attività è nel settore dell’energia, che non ha nulla a che vedere con il calcio.
Il calcio può diventare un’attività economicamente positiva solo se raggiunge certi livelli ed è gestito con collaboratori seri, trasparenza e partecipazione.
Questa è la mia storia manageriale, ed è ciò che intendo portare qui. Avrete modo di verificare nel tempo che tipo di società riuscirò a costruire.»

Il progetto però deve fare i conti con uno stadio che cade a pezzi…

«Il problema delle infrastrutture è centrale. Bisogna definire un progetto di ristrutturazione dello stadio e creare le strutture necessarie per il calcio semiprofessionistico.
Il posto è molto bello e non c’è alcuna intenzione di spostarlo: vogliamo intervenire lì.
Se il Comune vorrà realizzare l’opera, darò tutta la mia collaborazione. Se non ci saranno risorse pubbliche, dovremo valutare soluzioni private. Sarà fondamentale un confronto costruttivo con l’amministrazione comunale.»

I tifosi possono finalmente sperare in una squadra competitiva già da questa stagione e in un futuro di crescita?

«Io ci tengo che la squadra e la società appartengano davvero alla città e al territorio. Non voglio legami parziali, ma uno sforzo comune per sostenere questo progetto.
Solo insieme possiamo raggiungere questo grande obiettivo nei prossimi quattro o cinque anni, che per Civitanova è assolutamente possibile.
Società, tifosi, appassionati, istituzioni: tutti uniti per far crescere questi colori rossoblù e fare grande Civitanova.»

Con l’arrivo di Francesco Borrelli si apre dunque una nuova stagione per la Civitanovese. Dopo tante difficoltà, il futuro torna a tingersi di speranza Ora la parola passa al campo e al tempo.

Una risposta

  1. Alfredo Di Lupidio ha detto:

    Ottima intervista. Le buone premesse ci sono tutte per rilanciare la Civitanovese. Il Comune e’ chiamato a fare la sua parte riguardo alle strutture e chiarire in modo trasparente le sue reali intenzioni.

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