CIVITANOVA, TRE ARRESTI PER UNA SERIE DI FURTI DI AUTO E PER LA RAPINA ALLA TABACCHERIA MANU

Nella prime ore di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche hanno arrestato tre persone per una serie di furti di autovetture e per la rapina alla tabaccheria “Manu”.
Le manette sono scattate ai polsi di E.A.C., 30enne di Civitanova Marche, per il quale veniva è stata disposta la custodia cautelare in carcere per i reati di furto aggravato in concorso. È stato tradotto al carcere di Ancona. Poi D. M., 22enne di Civitanova Marche, per il quale veniva è stata disposta la custodia cautelare degli arresti domiciliari per il reato di rapina, ricettazione e furto aggravato in concorso, resistenza a p.u. a seguito di fuga dopo l’alt con auto rubata e inseguimento. Per A.A. 20enne di Morrovalle, l’accusa è di ricettazione e spendita di banconote contraffatte.
Al 20 enne M.M. di Civitanova Marche, è stato invece disposto l’obbligo di dimora in Civitanova con divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 20 alle 7, per il reato di furto aggravato in concorso.
Le attività d’indagini hanno messo in evidenza uno stretto legame tra gli indagati, dediti ai reati contro il patrimonio in un vincolo totalmente sprezzante della legge e dell’attenzione alla quale sono consapevoli di essere oggetto da parte delle forze dell’ordine, con atteggiamento anzi di palese sfida tantè che su un’auto rubata poi rinvenuta, fu trovato un bigliettino con la scritta “Siamo sempre noi”.
In un’altra occasione, il 7 luglio 2017, a seguito della denuncia di furto di una Fiat Punto, l’auto, alle 2.30, veniva intercettata dai Carabinieri che si mettevano al suo inseguimento e riconoscevano il 22enne D.M. alla guida. Lo stesso si dava alla fuga a fortissima velocità, passando incroci contromano e facendo brusche frenate sperando di costringerci a finire fuori strada; inseguimento conclusosi in modo spregiudicato mediante l’urto dell’auto contro una staccionata e la successiva fuga a piedi per le campagne circostanti con altri due complici tra i quali E.A.C. che riportava delle lesioni e che veniva poco dopo rintracciato mentre rientrava a casa con i vetri frantumati fra i capelli.
Con questa attività si ritiene che sia stato posto freno ad un gruppo di giovani, che denotano una spiccata pericolosità sociale e che se lasciati in libertà avrebbero potuto proseguire nella perpretazione di reati di particolare allarme sociale quali i furti e le rapine.

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