Una “madre coraggio” parla, denuncia quanto sta accadendo al figlio e dà il via a indagini che hanno portato la Direzione distrettuale antimafia di Ancona e il comando provinciale dei carabinieri a sgominare un’organizzazione di spaccio di cocaina e di hashish, con la testa in Calabria e le braccia sul territorio di Civitanova e Potenza Picena. Nove gli arresti e poi sequestri, e nelle mani degli inquirenti anche gli elenchi dei consumatori e, come al solito, non mancano insospettabili professionisti. Se ce ne fosse ancora bisogno, l’ennesimo segnale di un territorio, non il solo in Italia ma come tanti in Italia, pesantemente infiltrato dalle organizzazioni che controllano lo spaccio.
E mentre questo accade, mentre da ogni parte si sollevano preoccupazioni per quella che è un’emergenza, la politica si balocca per le poltrone. L’amministrazione Ciarapica non è minimamente interessata a quanto sta accadendo. Non una voce si alza da Palazzo Sforza sul problema sicurezza. Da lì semmai escono veline che propinano come idea di sicurezza l’aumento delle multe fatte dai vigili urbani. Certo, anche quello è far rispettare la legge. Ma chi affronta le emergenze vere?
Non il sindaco e non i capi di quel centrodestra che davanti a zingari e “vu cumprà” organizzarono una fiaccolata. Oggi, mentre Civitanova fa i conti con organizzazioni che la inondano di droga, con una delinquenza che produce aggressioni brutali, con le truffe e i furti di sempre, tace quella politica che sul mantra “legge e ordine” ha chiesto e preso voti.
Tace Ciarapica, tacciono Fratelli d’Italia. Tutti zitti e rintanati nelle sedi di partito per decidere a chi toccherà la poltrona della presidenza del consiglio comunale. Ma niente paura: alle prossime elezioni ci sarà sempre qualcuno di loro che tornerà a sventolare lo slogan “Più sicurezza per tutti”.


