A Civitanova Marche esistono spazi verdi poco visibili ma dal grande potenziale, che oggi restano ai margini delle politiche urbane. A sollevare il tema è Marco Cervellini della lista “Ascoltiamo la Città”, che denuncia la mancanza di una strategia concreta per valorizzare queste aree e rilancia la domanda: che fine ha fatto il piano “Civitanova Green”?
Tra via Cardarelli e via Boiardo si trova un piccolo parco di proprietà comunale che potrebbe rappresentare un’estensione naturale del Parco Baden Powell. Un’area con alberi – ciliegi, tigli e platani – piantati oltre trent’anni fa dai bambini del quartiere, che oggi però viene curata solo a seguito delle continue segnalazioni dei residenti.
Due anni fa un incendio, causato da ramaglie secche dopo uno schianto, aveva reso necessario un intervento di manutenzione. Da allora, però, non si registrano nuovi investimenti. Una situazione che, secondo Cervellini, evidenzia una gestione frammentaria e priva di visione.
Nel mirino anche le scelte dell’amministrazione su altri interventi: dagli 8.000 metri quadrati in via Ferrari, nella zona industriale, ai progetti di piantumazione poi abbandonati, come quello alla foce del Chienti. Interventi che, secondo la lista civica, risultano poco efficaci se non inseriti in una pianificazione organica e duratura.
Eppure, sottolinea Cervellini, esistono già aree con caratteristiche ideali, come il Parco Villa Eugenia, dotate di copertura arborea capace di garantire ombreggiamento e mitigazione delle temperature estive. Spazi che, se integrati in una rete strutturata, potrebbero contribuire concretamente a migliorare la qualità della vita, soprattutto nei quartieri periferici.
L’idea proposta è quella di costruire una vera rete di aree verdi, valorizzando ciò che già esiste e intervenendo con manutenzioni costanti, arredi e giochi per bambini. Non solo: in alcuni casi si potrebbe anche valutare l’acquisto di terreni privati limitrofi per ampliare gli spazi e renderli più funzionali.
Il nodo centrale resta però la continuità degli interventi. «Spesso – evidenzia Cervellini – queste aree vengono lasciate senza manutenzione, costringendo i cittadini a segnalazioni continue per ottenere servizi minimi». Una situazione che contrasta con gli obiettivi annunciati ormai otto anni fa dal piano “Civitanova Green”.
Tra promesse e realtà, il rischio è che queste “aree verdi nascoste” restino occasioni mancate, invece di diventare luoghi di aggregazione, benessere e cultura per la comunità.





Si continua a dimenticare la grande area di verde pubblico sopra via Saragat a Fontespina.