Un viaggio nella memoria tra storia locale e vicende personali: è quello che verrà proposto giovedì 16 aprile alle ore 18 all’Antico Caffè del Teatro di Civitanova Marche, nella cornice di Civitanova Alta, in occasione di un incontro pubblico dedicato alla figura di Amedeo Regini.
Al centro dell’appuntamento, la presentazione di una ricerca storica che ricostruisce la vita del giovane civitanovese, uno dei cosiddetti “farghetti”, chiamato alle armi nonostante non amasse la guerra. Arruolato in Marina, Regini partì per Venezia e tra il 1911 e il 1912 prese parte, a bordo della corazzata San Giorgio, alla guerra coloniale italiana contro l’Impero Ottomano.
Una figura singolare, la sua: un marinaio forte e determinato che, per ironia della sorte, non sapeva nuotare. Terminato il primo conflitto, la sua ferma proseguì ancora per un anno a Venezia, prima di essere nuovamente richiamato per la Prima guerra mondiale, sempre sulla stessa nave. Solo nel 1919 poté fare ritorno a casa.
La ricerca, basata su ricordi tramandati oralmente e oggi supportati da documenti e immagini storiche, restituisce il ritratto di un uomo lontano dalla retorica bellica. Nonostante fosse stato decorato dallo Stato al termine della guerra, Regini scelse infatti di non esibire mai il riconoscimento, coerente con il suo rifiuto del conflitto.
Nel corso dell’incontro sarà raccontata anche una storia parallela, quella dell’amico fraterno Roberto Frattari, anch’egli “farghetto”, che combatté sul Carso durante la Prima guerra mondiale. A differenza di Regini, però, Frattari non fece ritorno: morì infatti a causa dei gas asfissianti, tragica testimonianza degli orrori del fronte.
Un appuntamento che si propone non solo come ricostruzione storica, ma anche come momento di riflessione collettiva sul valore della memoria e sulle storie, spesso dimenticate, che hanno segnato il territorio.






