Il capogruppo “Per Cingoli – Maccioni Sindaco”, Alessandro Maccioni, torna a sollevare interrogativi sulla gestione dei rifiuti in provincia di Macerata e, in particolare, sulla situazione contabile del Cosmari. In un post recentemente pubblicato e poi eliminato, il presidente del Consorzio, Paolo Gattafoni, aveva affermato l’esistenza di “fatture non emesse ai Comuni per svariati milioni di euro”, precisando che “chi presta servizi deve essere pagato”.
Una dichiarazione che, collegata alla recente accensione da parte del Cosmari di mutui per milioni di euro per affrontare problemi di liquidità, ha spinto Maccioni a chiedere chiarimenti pubblici.
Il consigliere comunale solleva infatti quattro domande precise: se i ricavi derivanti da servizi non fatturati siano comunque stati registrati nei bilanci 2024 e precedenti del Cosmari; se i Comuni soci abbiano correttamente inserito nei propri bilanci i debiti relativi ai servizi ricevuti ma non ancora fatturati; se tali somme riguardino servizi già coperti dalla Tari pagata dai cittadini, oppure costi non autorizzati dall’autorità di settore e quindi non inclusi nelle tariffe; come il Cosmari possa, in quest’ultimo caso, fatturare retroattivamente e ottenere il pagamento dai Comuni.
Secondo Maccioni, la situazione richiede un “urgente e puntuale chiarimento” da parte del presidente Gattafoni.
Sulla vicenda è intervenuto anche Mario Morgoni, che ha evidenziato un altro dato preoccupante: nel bilancio 2024 del Cosmari i crediti verso clienti – cioè verso i Comuni – ammontano a 20 milioni di euro, in aumento rispetto ai 17 milioni del 2023.
Un trend che, secondo Morgoni, potrebbe portare nel giro di pochi anni i crediti a rappresentare quasi la metà dell’intero fatturato del consorzio. Con ricadute significative sui Comuni e, di conseguenza, sui cittadini.
Per Potenza Picena, ad esempio, il debito verso Cosmari sarebbe vicino al milione di euro, una cifra che – sottolinea Morgoni – il Comune faticherà a restituire e che rischia di pesare ulteriormente sulle famiglie, già colpite dagli aumenti della Tari.
Le osservazioni di Maccioni e Morgoni riportano così al centro del dibattito pubblico la tenuta finanziaria del Cosmari e le sue ricadute sui bilanci comunali e sulle tariffe dei rifiuti.


