CENTROSINISTRA ALL’ATTACCO: “REGOLAMENTO ERP NON ADEGUATO ALLA LEGGE. SUBITO LA SOSTITUZIONE DEL TERMINE HANDICAP”

I consiglieri comunali di Centrosinistra di Civitanova Marche contestano duramente la gestione del nuovo Regolamento di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), approvato con delibera n. 52 del 20 novembre 2025. Al centro della polemica, il mancato aggiornamento della terminologia relativa alla disabilità, nonostante precise richieste avanzate già in Commissione Servizi Sociali.
Durante i lavori preparatori, i consiglieri avevano proposto la sostituzione del termine “portatori di handicap” con “persone con disabilità”, ritenendo la formulazione attuale obsoleta e stigmatizzante. Una richiesta pienamente coerente con il Decreto Legislativo 62/2024, entrato in vigore lo scorso 30 giugno, che ha aggiornato il linguaggio normativo in materia proprio per adeguarlo alla Convenzione ONU del 2006 sui diritti delle persone con disabilità.
La proposta, tuttavia, non aveva trovato accoglimento da parte dell’assessora Barbara Capponi né dei membri della maggioranza. Ripresentata in Consiglio sotto forma di emendamento — uno dei quattro depositati dal Centrosinistra — è stata nuovamente bocciata, nonostante una parte della maggioranza avesse espresso voto favorevole. Decisivi, secondo i consiglieri, sarebbero stati il parere negativo dell’ufficio competente e le sollecitazioni dell’assessora Capponi.
Il gruppo di minoranza parla apertamente di “errata istruttoria” e di un regolamento portato in aula senza una preventiva verifica giuridica. Un errore che, secondo loro, avrebbe dovuto essere evitato tramite il parere di un esperto, vista la delicatezza del tema e l’obbligo per gli enti locali di armonizzarsi alla normativa nazionale.
In una nota inviata all’assessora Capponi, al presidente della Commissione Nicolò Renzi, alla Segretaria Generale, al Presidente del Consiglio e agli uffici competenti, i consiglieri del Centrosinistra chiedono con fermezza la rapida correzione del testo. L’obiettivo è evitare l’entrata in vigore di un regolamento che rischierebbe di essere non solo in contrasto con la legge statale, ma anche distante dai principi di inclusione, pari dignità e rispetto della persona sanciti a livello nazionale e internazionale.

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