La struttura di via Parini, gestita dalla Caritas, offrirà il pranzo di Natale a chi non ha casa, a chi non ha possibilità di farlo altrove, a chi è solo, grazie ai volontari che si impegnano non solo in questo periodo ma durante tutto l’anno e fanno funzionare un centro fondamentale per persone in difficoltà del territorio.
Un piccolo esercito
A Civitanova Marche c’è un piccolo esercito disarmato e silenzioso che si prepara a celebrare un Natale un po’ diverso: sono i volontari della “Casa di carità Don Lino Ramini”, un totale di circa sessanta persone, per lo più pensionati provenienti dalle più disparate professioni, che garantiscono i servizi di una struttura altamente complessa. Uno di questo volontari, ex docente ed ex giornalista, Domenico Bartolini, responsabile del Dormitorio per la prima accoglienza, racconta che oltre alla trentina di persone senza fissa dimora e che si solito frequentano la mensa, a Natale “arrivano anche quelli che hanno casa, che però stanno da soli o hanno qualche problema” e ai volontari che si occupano di preparare la mensa, in quel giorno, si aggiungono altri volontari che “hanno piacere di venire a fare questo servizio” e che magari non si vedono più dopo, perché questa è una festa particolare che scatena tristezza e generosità in ugual misura sia nelle persone più fragili che in quelle più fortunate. Per Domenico, come per gli altri volontari, l’impegno per le persone in difficoltà del territorio è una questione che a un certo punto coinvolge l’intero nucleo familiare, perché a volte non è proprio possibile tornare a casa e chiudere la porta, i volti, le storie, le situazioni inevitabilmente ti prendono e ti coinvolgono. “Il giorno di Natale – racconta – succede che alcuni dei nostri volontari vengono qui con le loro famiglie. Io l’ho fatto diverse volte e si fa un bel pranzo degno di questo nome. Vengono tante persone di regioni e Paesi diversi, anche non cristiani o credenti e si passa la festa insieme”. Il centro non si ferma mai, perché la povertà e il disagio non scompaiono sotto le feste e servizi come la mensa e il Dormitorio sono garantiti tutto l’anno anche la notte di Natale. Tanto che Domenico sta pensando di “invitarli a venire con me e la mia famiglia alla messa di mezzanotte. In questo momento, al Dormitorio, ci sono solo tre italiani che sono anche battezzati, se vogliono possono venire alla celebrazione con me e poi tornare qui a dormire”.
Tanti servizi
Il via vai alla “Casa di carità Don Lino Ramini”, che è una struttura della diocesi di Fermo gestita dalla Fondazione Caritas in veritate, è continuo perché i servizi offerti sono veramente tanti e importanti. Oltre alla mensa, in cui la cucina è gestita da una cooperativa ma il servizio è affidato ai volontari, che è aperta solo a pranzo e che alla sera garantisce il pasto solo agli ospiti del Dormitorio, e al Dormitorio medesimo, che può ospitare quattro persone fino ad arrivare a un massimo di sei per le emergenze, c’è la distribuzione dei pacchi alimentari, il martedì e il venerdì pomeriggio e la distribuzione di capi di abbigliamento; servizio parallelo, ma distinto è l’emporio, con prodotti ortofrutticoli freschi (per cui tutti i giorni i volontari fanno il giro dei supermercati disposti a donare le eccedenze) il lunedì e giovedì mattina. Non da ultimi ci sono anche la consulenza legale (su richiesta) e l’ambulatorio medico per piccole patologie; tutto funziona grazie al piccolo esercito di volontari di cui parlavamo all’inizio, che si occupano di ogni cosa, comprese le pulizie: l’unico impiegato è Marco Malaccari, responsabile dell’intera struttura e del suo funzionamento.
I numeri
Perché non ci sono solo le persone in stato di necessità che utilizzano i vari servizi offerti, di cui ci si occupa dal punto di vista materiale ma anche umano, con un’azione di accoglienza, di ascolto e, dove possibile di intervento, ma ci sono anche tante altre situazioni. A cominciare da coloro che fanno i tirocini di inclusione sociale, che sono figure un po’ a metà strada tra essere volontari che servono e persone assistite: “I tis – spiega Malaccari – sono strumenti di solito promossi da enti pubblici, comuni, ambito territoriale sociale tribunale, e altri, che favoriscono l’inserimento sociale della persona beneficiaria che potrebbe avere vari problemi, per esempio avere patologie di carattere psichiatrico, vivere situazioni di particolare marginalità socio-economica, oppure che magari sono state in carcere e quindi necessitano di un periodo d’accompagnamento per potersi reinserire”. Di queste persone attualmente ce non sono dodici, a cui si aggiungono, almeno, altre trenta, che stanno facendo un “percorso di riparazione, alternativo alla pena di detentivo o di completamento a quello che è un percorso giuridico”. Ci sono poi “quelli che fanno i percorsi col Tribunale dei minori, sono sei. Si tratta di ragazzi minorenni che hanno commesso dei reati, in carico al Tribunale d’Ancona e vengono qui a svolgere attività di volontariato. Durante l’anno arrivano anche dei ragazzi, pochi per la verità, che sono inviati dalle scuole per la sospensione; tutte situazioni che implicano adempimenti amministrativi e anche relazioni e contatti quotidiani con personale dei servizi sociali, dei tribunali e di tutti quegli enti che inviano questi soggetti. “Con le persone che fanno i tirocini – sottolinea Malaccari – per esempio, non basta accoglierli, vanno fatti gli incontri di gruppo e strutturati percorsi di accompagnamento e inclusione sociali”. Restando in tema di numeri, oltre alla trentina di ospiti fissi al pranzo della mensa, ci sono oltre 400 persone registrate al centro in modo regolare, cioè che hanno fatto il colloquio, l’aggiornamento, e hanno portato l’ISEE, che dà modo di ricevere il pacco alimentare; In questo periodo di Natale il centro si occupa anche di distribuire i buoni da 80 euro messi a disposizione dal Comune di Civitanova, che danno la possibilità di acquistare generi alimentari in un supermercato convenzionato. Le persone che transitano alla “Casa di carità Don Lino Ramini”, sono per metà italiane e per metà straniere, di tutte le età e di nazionalità diverse, nell’ultimo anno almeno 35.
Ridare dignità
Una delle azioni fondamentali e più strategiche della “Casa di carità Don Lino Ramini”, è quella di aiutare le persone a recuperare anche la loro dignità umana, attraverso un discorso di rispetto delle regole e di inserimento nella vita sociale. I volontari, che a volte sono ex professionisti con i “contatti giusti”, aiutano le persone che arrivano a trovare, per esempio, il percorso adeguato per avere i documenti necessari o per ricevere una minima pensione: con alcuni poi, si creano delle belle amicizie che durano negli anni. Si tratta di un tema delicato che passa anche nello spingere le persone a prendersi cura di sé, a cominciare dalla salute e igiene personale, “perché – spiega ancora Domenico – se tu hai cura di te stesso domani potrai fare tanto, potrai cercare un lavoro, potrai stabilire rapporti, ma se invece ti abbandoni e continui su quella china che hai già intrapreso per disgrazie familiari o tutto quello che vuoi, finisci sempre peggio, non risali, o parti da te stesso e ti recuperi anche come dignità fisica, oppure sei finito”. Per questo motivo uno dei servizi offerti è quello dell’ambulatorio medico, diretto dall’ex farmacista Moreno Mariotti, che insieme a una decina di professionisti di ambito sanitario, infermiere e medici volontari, intervengono sulle piccole patologie, tipo tosse, raffreddore o dolori reumatici. “Il 95% di queste persone – racconta Mariotti – hanno il loro medico di medicina generale. Noi facciamo una valutazione clinica: se la è una cosa un po’ più seria rimandiamo al medico di medicina generale, se invece valutiamo che è una piccola patologia offriamo gratuitamente, grazie anche al sostegno del Banco Farmaceutico, farmaci come sciroppi per la tosse, l’aspirina, la tachipirina o il Moment, che comunque le persone dovrebbero pagare in farmacia. Abbiamo poi qualche farmaco del Servizio sanitario nazionale, che utilizziamo solamente per i senza fissa dimora che dormono qui dentro e che chiaramente non hanno un medico di medicina generale”.
Domenico, Moreno e tutti gli altri, capitanati da Marco, sono persone che non si tirano mai indietro, il cui sguardo non scivola mai oltre: loro “vedono” le persone, le difficoltà e problemi non solo a Natale, ma tutto l’anno, e sicuramente rendono questa città più ricca e migliore.
Maggiori info:
httpsq://caritasdiocesifermo.it/sedi/caritas-interparrocchiale-di-civitanova-marche-casa-della-carita-don-lino-ramini
R.C.










