Un Carnevale che unisce, integra e abbatte le distanze, dimostrando che la voglia di stare insieme non ha età. Nasce così “Carnevale senza età – Un Sorriso in Maschera”, il nuovo progetto promosso dalle residenze Anni Azzurri “San Giuseppe” di San Benedetto del Tronto e “Valdaso” di Campofilone.
L’iniziativa segna l’avvio di un percorso condiviso di integrazione sociale tra le due realtà, con l’obiettivo di creare occasioni strutturate di incontro tra gli ospiti, accompagnati da psicologi ed educatori, per progettare e vivere insieme iniziative sociali sul territorio. Non solo feste, ma anche progetti intergenerazionali, gite sociali, percorsi culturali, uscite al mare e momenti di scambio con la comunità locale.
Al centro del progetto c’è una visione chiara e innovativa: promuovere una vita nelle strutture sanitarie “Attiva ed Educante”. I luoghi di cura si aprono così al territorio, trasformandosi in spazi dinamici, capaci di mantenere vivo lo status sociale dell’ospite. La persona vive la struttura per un bisogno assistenziale e di cura, ma la sua dimensione relazionale e sociale continua, resta viva e interattiva.
Il primo appuntamento di questo percorso condiviso sarà martedì 17 febbraio alle ore 15:00, quando la Residenza San Giuseppe di San Benedetto del Tronto ospiterà gli amici della Residenza Valdaso di Campofilone per una grande Festa di Carnevale in maschera. Un pomeriggio di musica, colori e allegria che vedrà il coinvolgimento attivo anche dei caregiver della Rsa San Giuseppe, che contribuiranno con entusiasmo alla preparazione dei costumi per gli ospiti.
L’evento è curato dalle Aree Sociali delle due strutture, grazie all’impegno di un’équipe multidisciplinare composta da psicologi ed educatori che lavorano quotidianamente per valorizzare la dimensione relazionale e il benessere emotivo degli ospiti.
Con “Carnevale senza età” le strutture Anni Azzurri del territorio vogliono lanciare un messaggio forte alla comunità marchigiana: la cura passa anche attraverso la relazione, la socialità e la partecipazione. Perché un sorriso, soprattutto quando è condiviso, non conosce età.




