La nostra città e più che altro la Città Alta, si arricchisce di un altro prezioso cimelio storico-religioso, rappresentato da un Crocifisso ligneo medioevale che dal 2004 si trova nella chiesa dei Cappuccini, dedicata a S.Giovanni Basttista, adiacente il cimitero. La croce si trovava nella chiesa di Sant’Agostino, che ha cessato di essere un luogo di culto, per cui ha trovato sistemazione nella navata di sinistra della chiesa dei Cappuccini: è di proprietà comunale e il suo restauro è stato reso possibile, grazie all’intervento di un imprenditore locale, Germano Ercoli, che ha voluto così ricordare suo padre, Giuseppe, terziario francescano, al venticinquesimo della morte.
Il recupero dell’opera, della quale non si conosce l’autore e che gli studiosi pongono fra il 1470-1490, è stata portata avanti dal restauratore Nino Pieri che svolge una notevole attività in favore delle Soprintendenze di Urbino, Pisa e Ancona. Un restauro impegnativo, come ha ricordato, per le parti mancanti, come le braccia, i vari strati di colore che avevano profondamente alterato l’aspetto iniziale e le tarme che si erano annidiate nella struttura di pioppo dell’opera.
Alla cerimonia di scoprimento del Crocifisso, il sindaco Tommaso Claudio, Corvatta, il presidente del Centro studi civitanovesi, Alvise Manni, il prof. Gabriele Barucca della sovrintendenza di Urbino, il restauratore Pieri e i frati della comunità dei Cappuccini, con fra Giuseppe Bartolozzi, promotore del restauro ed eloquente commentatore sia del crocifisso restaurato che della nuova pala dell’altare maggiore della chiesa francescana. Presenza commossa di tutta la famiglia del comm. Germano Ercoli, che era accompagnato dalle sorelle, dalle figli, nipoti e dalla dolcissima mamma Dora Ciarapica, una splendida 93enne. Scontata la massiccia presenza di persone.
Nel saluto del prof. Manni, la soddisfazione per l’avvenimento e l’impegno a svolgere, come responsabile del centro studi civitanovese, tutte le necessarie ricerche sul Crocifisso, mentre il sindaco Corvatta non ha nascosto la meraviglia e la commozione di “vedere ritornare dal passato – ha detto – un’opera di inestimabile valore a beneficio della città e di quanti verranno a visitarla”. Il sindaco ha anche fatto presente che sarà un dovere per l’amministrazione comunale valorizzare e propagandare l’opera.
Il prof. Barucca ha fatto un’ampia analisi sui contenuti dell’opera, che, secondo lui, avrà avuto un’altra collocazione prima di essere posta nella chiesa di Sant’Agostino. “Si tratta di un oggetto di grande interesse – ha sottolineato – che si pone in un periodo storico che tiene conto della visione che Tommaso d’Aquino (il frate domenicano, ritenuto il doctor angelicus) dà della crocifissione di Gesù. Nel volto del Cristo di questa croce, appare potentemente – ha difatti aggiunto Barucca – un’espressione di dolore, ma anche uno sguardo di gioia per la salvezza che quella morte procura”. Il dotto esponente della soprintendenza, ritiene che l’autore dell’opera, che ha una dimensione di 1,70, sia di scuola tedesca, come quelle che si trovano in tutta Italia.
Da parte del comm. Ercoli, la soddisfazione del gesto compiuto e l’auspicio che non gli accada quanto è avvenuto a Della Valle in occasione del sostegno di 25 milioni di euro elargiti per il Colosseo. “Atteggiamenti – ha evidenziato – che allontanano inevitabilmente la collaborazione fra pubblico e privato”.
Conclusione del piacevole avvenimento, con le parole di fra Giuseppe che ha ricordato la necessità di ricorrere all’urgente restauro di “una splendida opera – ha detto – sia sotto l’aspetto del culto e quello culturale”. Fra Giuseppe ha anche illustrato i contenuti della nuova splendida pala d’altare della chiesa dei Cappuccini, opera di Claudio Ridolfi (Verona 1570 circa – Corinaldo 1644), della quale ci occuperemo in un’altra occasione.
Nelle foto:
1 – Sindaco Corvatta con al fianco alcuni familiari di Germano Ercoli. Alle sue spalle il prof. Barucca e fra Giuseppe;
2 – Il Crocifisso restaurato;
3 – Il comm. Germano Ercoli;
4 – la nuova pala d’altare della chiesa dei Cappuccini.










