CALDO, CIA MARCHE: A RISCHIO MOLTE COLTURE, SI SALVA SOLO IL GRANO

L’ondata di caldo che sta interessando le Marche mette a rischio gran parte delle produzioni agricole. A lanciare l’allarme è Cia Agricoltori Italiani Marche, che accoglie positivamente l’ordinanza della Regione che vieta il lavoro all’aperto nelle ore più calde durante le giornate a rischio elevato, a tutela della salute dei lavoratori.
Secondo l’associazione, le temperature eccezionalmente elevate stanno causando stress idrico e termico alle colture e potrebbero compromettere, se dovessero protrarsi, produzioni come vigneti, ortofrutta e frutteti, con ripercussioni sia sulla quantità che sulla qualità dei raccolti.
L’unica coltura che al momento beneficia del clima è il grano, favorito dal caldo e dalla bassa umidità che stanno garantendo una raccolta di alta qualità. Resta però il problema dei prezzi, ritenuti insufficienti a coprire i costi di produzione.
Cia sottolinea che, grazie agli invasi presenti sul territorio marchigiano, la situazione idrica è ancora sotto controllo, ma chiede interventi strutturali per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, tra cui la manutenzione e la pulizia degli invasi esistenti, la realizzazione di piccoli laghetti aziendali e il potenziamento delle infrastrutture irrigue.
A livello nazionale, secondo le stime di Cia, l’ondata di caldo del 2026 potrebbe provocare danni all’agricoltura superiori a 1,5 miliardi di euro, tra perdite produttive e riduzione delle ore lavorabili.

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