BANCA MARCHE, A GIUDIZIO L’EX DG MASSIMO BIANCONI

Verrà processato ad Ancona, per l’accusa di corruzione tra privati, Massimo Bianconi, l’ex direttore generale di Banca Marche fino alla primavera del 2012. Lo ha deciso il Gup Paola Moscaroli, nel procedimento penale che vede imputato l’ex manager della vecchia BM insieme agli imprenditori Davide Degennaro e Vittorio Casale, anche loro rinviati a giudizio. Il processo, uno stralcio dell’indagine principale non ancora conclusa a carico di 37 persone, alcune accusate anche di bancarotta, inizierà il 18 gennaio.

Il giudice ha respinto le ultime eccezioni difensive sulla presunta assenza dal fascicolo di alcuni degli allegati (nello specifico alcune pratiche di finanziamenti) richiamati dalla Guardia di Finanza nell’inchiesta avviata tre anni fa. Le difese, in particolare il legale di Bianconi, l’avvocato Renato Borzone, hanno dato battaglia sulla questione e l’udienza ha avuto toni piuttosto concitati. L’accusa – rappresentata dai pm Andrea Laurino, Marco Pucilli e Serena Bizzarri – ipotizza scambi di favori tra Bianconi e gli imprenditori per finanziamenti concessi dalla vecchia Banca Marche. Nell’ambito dell’indagine, la Gdf aveva sequestrato beni per 15 milioni di euro: 20 conti correnti, quote di società, due case a Bologna, una a Parma e due a Roma, tra cui una palazzina in via Archimede, ai Parioli, passata da una società di Casale ad un’altra intestata a familiari di Bianconi. Su quest’ultimo immobile, anche con azioni riconducibili a Degennaro, ci sarebbero state operazioni funzionali ad avvantaggiare l’ex Dg di BM in relazione a facilitazioni su finanziamenti e anticipi Iva. Tesi respinte dai difensori, che cercheranno di dimostrare in dibattimento l’insussistenza dell’accusa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *