AULA CONSILIARE STRACOLMA NEL PRIMO “MARTEDỈ DELL’ARTE”

Papetti - Incontro Martedì dell'Arte

Un grande successo di partecipazione e di interesse in occasione del primo incontro dei “Martedì dell’Arte” , organizzato dall’Associazione Arte con la collaborazione dell’assessorato alla Cultura che si è svolto nell’aula consiliare gremitissima di persone, come si vede nella foto, tanto che alcuni intervenuti hanno dovuto sostare all’esterno della porte d’ingresso. Del resto era da prevedere che avere il noto critico Stefano Papetti come relatore e come argomento le opere e la vita di Piero della Francesca (1415/1420 – 1490), che ha un ruolo importante nella storia dell’arte rinascimentale italiana, avrebbe suscitato un grande interesse e così è stato.
Il prof. Papetti parlando di “Piero della Francesca, sintesi prospettica tra forma e colore”, ha alternato annotazioni di vita del pittore, la sua collocazione nel momento storico, i contenuti delle sue opere, con attente annotazioni delle visioni prospettiche di ogni lavoro, che hanno consentito ai più di venire a contatto, grazie anche alla proiezione delle opere più note, con la solennità delle sue opere.
Papetti ha sottolineato che pochi sono i dati biografici di Piero della Francesca (il suo nome completo è Piero di Benedetto de’ Franceschi), tanto che la sua data di nascita si colloca fra il 1415-1420: di preciso si sa che è cresciuto a Borgo San Sepolcro (AR) e la prima notizia che ha una certa precisione e valenza storica è quella che lo vede nel 1439 lavorare a Firenze nello studio di Domenico Veneziano, pittore fondamentale del Rinascimento fiorentino. L’opera prima di Piero della Francesca è “Il Battesimo di Cristo” realizzata nel 1450 e che ora si trova in Inghilterra. Papetti ne ha messo in evidenza i contenuti dell’opera, soffermandosi sugli atteggiamenti delle figure e il loro significato, come quello dei tre Angeli che appaiono nel dipinto.
Poi Papetti ha ricordato il soggiorno di Piero della Francesca, a Urbino nella corte di Federico di Montefeltro, coltissimo condottiero e capitano di ventura, dove dipinge la sua famosissima immagine e quella della duchessa Battista Sforza, “ le cui teste – ha sottolineato Papetti – si stagliano nel cielo per evidenziare meglio ogni particolare”.
Ampia esposizione del relatore anche su quella che può essere considerata l’ultima opera di Piero della Francesca, “La flagellazione di Cristo” (tavoletta 58×81 cm) che si trova nella Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. “Per nessun altro quadro – ha commentato Papetti – c’è stata tanta complessa interpretazione”.
Da parte nostra, ovviamente, una modesta sintesi di quello che è stato l’ampio e straordinario “dire” di Papetti che ha suscitato interesse e tutte quelle emozioni che la pittura sa suscitare, soprattutto quando riguarda un grande “pittore filosofo” che è stato Piero della Francesca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *