C’è chi parla di trattative già in corso e chi ridimensiona l’entità della notizia, ma quel che sembra certo è che Amazon e i maggiori istituti di credito degli Stati Uniti, come JP Morgan o Capital One Financial, per citare solo due tra i più importanti, qualcosa in pentola a bollire lo hanno messo. Le indiscrezioni parlano di un progetto che ha la finalità di fornire ai clienti del grande eCommerce strumenti di pagamento direttamente collegati all’account e integrati nella piattaforma, al fine di facilitare, velocizzare e rendere più economica l’operatività degli shoppers virtuali.
A essere sinceri Wall Street ha un po’ barcollato non appena la notizia è apparsa sulle più importanti testate giornalistiche d’Oltreoceano, in quanto i titoli azionari delle maggiori banche hanno subito un forte calo non appena si è prospettata l’ipotesi della concorrenza da parte del colosso di Seattle, azienda che fattura miliardi, tanti miliardi, di dollari ogni anno e la cui ascesa sembra inarrestabile. L’idea, però, sembra non quella di contrastare il settore bancario statunitense, ma piuttosto di affiancarlo, creando accordi e dando vita a collaborazioni per poter fornire strumenti bancari, o simil-bancari, che permettono il pagamento e il deposito a chi non ha un conto corrente aperto presso qualche banca fisica o virtuale.
Il tentativo di seduzione sembra rivolto al pubblico più giovane, i cosiddetti Millennials, i quali, o per la giovane età o per un approccio con il virtuale completamente diverso rispetto a quello dei loro genitori, non hanno mai aperto, e neanche lo vogliono aprire, un conto bancario; eppure su Amazon questi giovani comprano e anche parecchio, dotandosi magari di quegli strumenti innovativi come le carte di pagamento prepagate, per ottenere le quali non ci vogliono garanzie di reddito; la Carta Hype di Banca Sella, ad esempio, è una delle più gettonate tra i nostri giovani connazionali.
L’obiettivo sembrerebbe dunque, anche se il condizionale è d’obbligo, quello di creare una partnership tra Amazon e i maggiori brand finanziari statunitensi, in modo da poter garantire un vantaggio per tutti. Gli istituti di credito coinvolti, infatti, permetterebbero di depositare i fondi dei clienti di Amazon in una sorta di conto “invisibile” affiancato all’account, ottenendo un guadagno, Amazon potrebbe abbattere I costi relativi alle commissioni finanziarie, almeno rispetto a quelli che deve attualmente sostenere, e i clienti finali otterrebbero la possibilità di operare in modo più snello, veloce e vantaggioso.
Per ora le uniche notizie che trapelano sono queste, anche se nulla impedisce che in un futuro possano essere emesse carte di credito o di pagamento targate Amazon con le quali poter prelevare contanti agli sportelli di tutto il mondo; l’azienda di Jeff Bezos ci ha infatti ormai abituato alle sue “trasformazioni” che gli hanno permesso di espandere il raggio d’azione del grande eCommerce, ormai da tempo non più solo un immenso contenitore di prodotti e servizi in vendita, ma sempre più un top player dell’economia mondiale.




