ABBANDONA IL PRIMARIO DI CARDIOLOGIA E NON PER QUESTIONI PERSONALI. CIARAPICA FA LO STRUZZO

“L’ospedale perde il primario di cardiologia e Ciarapica fa lo struzzo.
Un sindaco che minimizza – e mente – per spiegare le ragioni che hanno spinto il primario di cardiologia ad abbandonare l’ospedale di Civitanova non tutela né la sanità del territorio né i suoi concittadini e il loro diritto alla salute.” Ad intervenere è Giulio Silenzi che spiega:” Il dottor Aquilanti se ne va e il direttore di Area Vasta ammette che alla base di questa scelta ci possono essere problemi legati al fatto che “ha trovato una situazione più complessa di quella che aveva valutato”. Che la decisione del primario di lasciare Civitanova sia dovuta al mancato potenziamento del reparto è chiaro a tutti meno che a Ciarapica, che minimizza e parla di “problemi personali”. E’ suo costume banalizzare e lo fece già con le dimissioni politiche del consigliere comunale Pezzola e con quelle di Centioni dalla Presidenza dei Teatri, entrambi costretti a smentire il sindaco. Ci risiamo con la formuletta delle ‘scelte personali’ che gli consente di fare lo struzzo e mettere la testa sotto la sabbia per non affrontare il problema di un ospedale che, con il centro destra in regione, è marginalizzato. La fuga di Aquilanti ne è la prova. Era venuto con entusiasmo il cardiologo. Disse “questa struttura andrebbe potenziata”. Dopo nemmeno sei mesi se ne va e la Corsi è costretta ad ammettere anche che “mancano tre cardiologi nel reparto” e che nel frattempo, e temporaneamente, sarà il facente funzioni dottor Berrettini (primario a Camerino) a dirigere. E mentre le promesse di potenziamento dell’ospedale non trovano risconto, Ciarapica – conclude Silenzi – tace e ricade nella menzogna, nel derubricare a ‘fatto personale’ una rinuncia che invece fa rumore ed è gravissimo il comportamento del sindaco che non affronta il problema, lo rimuove e ammanta con delle fandonie, e tutta la città ne paga le conseguenze in termini di autorevolezza e soprattutto di qualità dei servizi sanitari.”

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