L’arcivescovo della diocisi di Fermo Luigi Conti sferza la comunità civitanovese sollecitando maggiore carità perché la solidarietà – dice – “da sola non basta per chi vuole definirsi cristiano. Una solidarietà che spesso affoga nel mare di parole a cui i Media ci espongono”. Lo fa nel corso di un convegno organizzato per ricordare don Lino Ramini e per annunciare la ristrutturazione della Caritas.
Carità significa accoglienza e non soddisfacimento di un bisogno momentaneo. E’ necessario un soffio di spiritualità perché solo in questo modo si è testimoni del Vangelo.
Molte volte si fa volontariato per se stessi. Ci si appropria del povero interpretando un finto buonismo per soddisfare il proprio ego. La carità non può fermarsi davanti ai bisogni.
Serve molta umiltà ma oggi prevale la superbia. Si pretende di aver capito come si fa e si pretende di fare la storia. Mentre la storia la fanno i poveri.
Le riflessioni dell’arcivescovo non finiscono qui. E ricorda alla comunità civitanovese la morte di Romeo Dionisi, Anna Maria Sopranzi e Giuseppe Sopranzi “nessuno più ricorda i nomi” o di Tarik Haddi, il giovane morto in auto per il quale la magistratura non ha ritenuto nemmeno di far fare un’autopsia “non serve neppure chiarire le cause del decesso, tanto è marocchino”.
Non meno dure le parole del professor Roberto Mancini. “Ci sono barriere culturali, ci si vergogna di chiedere aiuto, c’e’ tanta discriminazione. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. Civitaniva e’ una città in cui per molti i poveri sono un problema di decoro”. L’auspicio e’ quello di un risveglio delle coscienze di rinnovare la qualita’ della convivenza in una restituzione dei diritti per tutte le persone. Una città dove i servizi sociali siano la chiave trasversale attraverso cui leggere la città.
Civitanova deve vivere una nuova primavera tutelando la dignità di tutte le persone. E i nuovi locali della Caritas di via Parini (liberati dai ragazzi dei Jolly Rogers che li occupavano), la cui ristrutturazione dovrebbe terminare entro maggio 2016 utilizzando anche i fondi dell’8 per mille messi a disposizione dalla Diocesi, possono rappresentare un’occasione in questa direzione.











