A FUTURA LA PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO ANNIBAL CARO

Arriva la prima edizione del premio letterario nel nome di Annibal Caro. Come annunciato nel 2016 durante le celebrazioni dei 450 anni dalla morte del poeta civitanovese e traduttore dell’Eneide, ogni anno, normalmente nella data del compleanno di Caro (6 giugno), viene assegnato un riconoscimento agli scrittori che traducono opere importanti, a livello mondiale, dall’italiano ad un’altra lingua e viceversa.

Il premio, quest’anno posticipato a luglio a causa della tornata elettorale, viene conferito per la traduzione dall’italiano all’inglese a Franco D’Intino, professore alla Sapienza di Roma dove insegna Letteratura Italiana moderna. Nel 2013 ha tradotto in inglese Lo Zibaldone, opera che Leopardi cominciò a scrivere proprio duecento anni fa (luglio 1817) e tra gli argomenti della prossima edizione di Futura Festival, in programma a Civitanova Alta dal 26 al 30 luglio. E proprio all’interno della manifestazione diretta da Gino Troli, il 27 luglio, si svolge la cerimonia di consegna dei premi Annibal Caro 2017 con due Lectio magistralis tenute dai premiati su Leopardi e su Joyce.

Quella del prof. D’Intino è la prima traduzione integrale dello Zibaldone di Giacomo Leopardi in inglese, pubblicata negli Stati Uniti dalla casa editrice Farrar Straus and Giroux ed è distribuita in Gran Bretagna da Penguin Books. Sette anni sono stati necessari per completare l’opera, da parte di una squadra di traduttori professionisti inglesi e americani che hanno collaborato tra loro, diretti da Franco D’Intino (Università di Roma La Sapienza) e Michael Caesar (University of Birmingham), sotto gli auspici del Centro Nazionale di Studi Leopardiani (Cnsl) di Recanati, del Leopardi Centre di Birmingham e dell’Arts and Humanities Research Council. L’opera non è soltanto una traduzione, ma una vera e propria edizione in lingua inglese, che comprende apparati critici e filologici, note, indici e una lunga introduzione. Oggi si può dire che lo Zibaldone sia diventato, grazie a questo arduo lavoro, patrimonio dell’umanità.

Nella stessa cerimonia viene premiata l’innovativa versione in italiano di un’opera straniera di assoluto valore. La scelta è caduta sul recentissimo lavoro di traduzione del terzo libro del Finnegnas Wake di James Joyce a cura di Enrico Terrinoni, docente di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia, e Fabio Pedone, critico letterario e fine studioso della poesia italiana. I due traduttori si sono cimentati in un’impresa epica, affrontando uno dei testi più complessi e sperimentali del Novecento, con risultati lusinghieri e il plauso generale degli esperti del grande autore irlandese. Del libro e della sua unicità Terrinoni ha detto “Il più difficile da rendere in traduzione: il libro è scritto come una partitura musicale. E andrebbe letto ad alta voce, due righe al giorno, per tutta la vita”.
Nella foto Enrico Terrinoni e Fabio Pedone

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